Agli inquirenti ha detto di averli supplicati di smettere.«Vi prego lasciatemi andare via», avrebbe detto loro. Ma sempre secondo il racconto della quindicenne agli investigatori, racconto definito lucido e coerente, i tre minorenni di Città di Castello non l’hanno ascoltata, e hanno abusato di lei.
Loro hanno ammesso di averla incontrata ma di non aver assolutamente abusato di lei. i tre sedicenni sono stati denunciati a piede libero dai carabinieri nel tardo pomeriggio di domenica con l’accusa, pesantissima, di violenza di gruppo ai danni della 15enne che sarebbe stata stuprata lungo una spiaggia di Fano mentre in città si festeggiava la Notte bianca. Lo si è appreso dai loro difensori che non sono comunque voluti entrare nel merito della vicenda o fare commenti in merito.
Rientrati a Città di Castello I ragazzi, fortemente provati così come le loro famiglie, sono ora tornati a casa con i genitori a Città di Castello. I tre si conoscevano per essersi frequentati nel centro umbro ma non erano in vacanza insieme. Due erano infatti in un campeggio e un altro in una struttura diversa. Erano comunque in contatto tra loro e si vedevano anche in vacanza. A difenderli sono gli avvocati Giancarlo Viti, Valerio Collesi e Flavio Grassini.
I segni della violenza Intanto, secondo quanto emerso dai primi accertamenti in ospedale, la quindicenne presenta sul corpo segni che oltre alla violenza sessuale confermerebbero la posizione di costrizione violenta cui sarebbe stata sottoposta dai suoi aggressori: in particolare ad una spalla e alle ginocchia. Il sostituto procuratore dei minori di Ancona, Franco Venarucci, sta ancora valutando gli atti trasmessi dai carabinieri che hanno identificato i ragazzini e non commenta con i cronisti eventuali richieste di provvedimenti per i tre sedicenni di Città di Castello. La vittima è anche lei tornata a casa, in un piccolo centro della cintura fanese, protetta da familiari e amici. I carabinieri raccolgono altre testimonianze, dopo quelle dei 12 ragazzi, amici e conoscenti dei protagonisti.
Le indagini I tre, come detto, sono stati identificati e denunciati nel tardo pomeriggio di domenica dopo che i carabinieri li hanno rintracciati in due camping di Fano e di Torrette di Fano. Fin dal primo momento i militari hanno sospettato che gli autori del gesto potessero essere tre minorenni umbri. Nei loro confronti non è stato emesso alcun provvedimento cautelare: la procura minorile vuole infatti acquisire tutti gli atti e decidere in un secondo momento. Dopo la denuncia quindi i minori sono stati affidati ai loro genitori.
La ricostruzione Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la quindicenne era in compagnia di alcune amiche e, insieme, avrebbero conosciuto i tre ragazzi durante la serata. A questo punto sembra che questi l’abbiano strattonata per un braccio per trascinarla via verso la spiaggia, dalla quale è tornata in evidente stato di choc per ritrovare le amiche. Da lì, la denuncia della madre e la visita dei medici del pronto soccorso che hanno ravvisato i segni della violenza. Il referto dell’ospedale infatti parla chiaro: evidenti lividi causati da chi l’ha tenuta ferma, lesioni esterne ed interne. I carabinieri sono alla ricerca anche di eventuali testimoni dell’episodio.
La violenza Secondo i primi elementi emersi, dopo avere fatto conoscenza il gruppo avrebbe cominciato a camminare sul lungomare e la ragazzina, anche lei italiana, sarebbe rimasta indietro con i maschi, che ad un certo punto l’hanno trascinata sulla spiaggia, dietro ad alcune cabine, dove si è consumata la violenza. Le altre amiche non si sono accorte subito di quanto stava avvenendo e probabilmente hanno pensato che si trattasse solo di uno scherzo un po’ pesante. L’aggressione, avvenuta poco prima di mezzanotte, è durata meno di mezz’ora, in un momento di grande confusione, mentre i festeggiamenti per la Notte Bianca erano al culmine e c’era molta gente nella zona. Pare comunque che sia i giovani che la quindicenne fossero un po’ alticci.
Conosciuti a Castello come bravi ragazzi I tre minorenni sono conosciuti a Città di Castello come ragazzi «di assoluta serietà» e appartenenti a famiglie «senza alcun disagio sociale». I tre fanno tutti sport, due giocano a calcio e uno a rugby. In città la notizia si è diffusa domenica pomeriggio. Chi li conosce parla di studenti che finora non hanno avuto mai problemi con la giustizia. I loro genitori sono stimati in città e impiegati spesso in lavori di responsabilità. Nuclei «perfettamente integrati» nel tessuto sociale. «Tutti di buona famiglia» ripete ancora chi conosce i tre. «Sconvolto» dalla notizia si è detto il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta. «E’ una vicenda drammatica – ha aggiunto – che vivo prima di tutto umanamente. Che coinvolge la famiglia della quindicenne e quelle dei tre ragazzi denunciati». Accertamenti sono stati condotti dai carabinieri di Città di Castello su richiesta dei loro colleghi marchigiani. In particolare per risalire dai nomi di battesimo forniti dalla quindicenne alle loro identità.
Il Comune condanna «Questi fatti sono da condannare, non c’è bisogno di aggiungere altro» dicono in coro il sindaco di Fano Stefano Aguzzi e l’assessore al Turismo, eventi e manifestazioni Alberto Santorelli a proposito dell’episodio. In una nota diffusa da Officina Nuova, che ha organizzato la Notte Bianca fanese, gli amministratori esprimono vicinanza «alla ragazza vittima della violenza e a tutta la sua famiglia».
Il sindaco: atto vile L’amministrazione comunale insieme al Prefetto e a tutte le forze dell’ordine aveva messo a punto un piano per l’ordine pubblico e la sicurezza attraverso una serie di incontri organizzati proprio per la Notte Bianca. «Un grande dispiegamento di polizia stradale, personale del commissariato, carabinieri, vigili urbani e guardia di finanza, per tutta la notte hanno svolto controlli di ogni genere – si legge nella nota – sia in centro sia nella zona mare perché sapevamo che in città sarebbero circolate decine di migliaia di persone». Il Comune intende fare «di tutto per dare il nostro contributo alla forze dell’ordine, che ringraziamo anche per tutto il lavoro svolto nella notte ieri, per riuscire ad assicurare alla giustizia gli autori di un gesto così vile».

