Donato Capece Sappe (foto archivio Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Soppressione del provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria. E’ stata confermata al tavolo convocato dal ministero della Giustizia la chiusura del quartier generale dei quattro penitenziari umbri contenuto nella schema di decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri che definisce la riorganizzazione di palazzo Piancentini e Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria).

Capece: «Pietra tombale a sistema penitenziario» La notizia è stata resa nota da Donato Capece, segretario nazionale del Sappe, che nel pomeriggio ha abbandonato il tavolo. «Così dall’oggi al domani – dice – si mette una pietra tombale alla funzionalità e operatività delle carceri umbre, con i riferimenti istituzionali deputati trasferiti al di là del territorio naturale di appartenenza e la polizia penitenziaria costretta per ragioni di servizioa percorrere anche 300 chilometri per raggiungere gli uffici».

Possibili correttivi? A chiudere battenti, stando allo schema di decreto, non sarà solo il provveditorato umbro, ma anche quello marchigiano, ligure e lucano. Ora occorrerà capire se al tavolo emergerà la volontà di approntare alcuni correttivi e, soprattutto, se ci saranno margini e sponde per non perdere un ufficio strategico di un comparto pubblico, quello penitenziario per l’appunto, sempre in emergenza.

Comparto pubblico sempre in emergenza Non a caso il Sappe scrive: «Con questo provvedimento si destabilizza un sistema della sicurezza a livello regionale e territoriale costruito dopo tanti e tanti anni di esperienza e di cui fanno parte le carceri, i nuclei traduzioni e piantonamenti e le Centrali operative regionali della polizia penitenziaria, appena inaugurato a Perugia».

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