Il carcere di Spoleto (foto Fabrizi)

Un detenuto di 28 anni ha provato a togliersi la vita nel carcere di Spoleto, ma è stato fortunatamente salvato dagli agenti della polizia penitenziaria, che già da due ore stavano trattando con il giovane. Secondo la ricostruzione fornita dal sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe) il recluso si era stretto al collo un lenzuolo legando l’altro capo alla grata della finestra e minacciando di togliersi la vita. Il tentativo è stato compiuto poco dopo, ma è durato pochi secondi, perché è stato subito messo in sicurezza dal personale della polizia penitenziaria. Fabrizio Bonino, segretario regionale del Sappe, spiega anche che il recluso 28enne è lo stesso che il 6 gennaio scorso ha aggredito un ispettore e un assistente capo, procurandogli lesioni guaribili in dieci giorni. Il sindacato con una nota evidenzia la «grave carenza di i organico che puntualmente dal ministero non viene valutata per un incremento, tanto che parte del personale intervenuto ha dovuto fare più di 10 ore di servizio per risolvere positivamente il problema». Bonino denuncia anche che «nonostante la Direzione di Spoleto abbia chiesto il trasferimento del detenuto al Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria Toscana-Umbria, come peraltro previsto dalle circolari ministeriali vigenti, è arrivata risposta negativa che ha fatto indignare il personale ed anche questa organizzazione sindacale».

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