Complessivamente potrebbero essere accolti in Umbria 400 profughi

di Daniele Bovi

Sgombrato il campo, è il caso di dirlo, dall’ipotesi di allestire un campo profughi a Scanzano, continua il lavoro di Regione, istituzioni e associazioni per prepararsi all’arrivo degli immigrati dal Nordafrica. Secondo le ultime informazioni a disposizione i primi arrivi potrebbero esserci già nella giornata di domenica. A tal proposito già nelle prime ore di sabato potrebbero sbarcare a Livorno una parte dei migranti attualmente a bordo della nave Flaminia salpata la notte scorsa da Lampedusa. Nessuno di loro, riferisce sempre l’agenzia, si fermerà in Toscana. Tra le possibili destinazioni, sempre secondo quanto appreso, potrebbero esserci l’Umbria e, forse, l’Emilia Romagna. La Flaminia trasporta circa mille migranti, di fatto gli ultimi a lasciare l’isola dove si trovano solo alcune decine di nordafricani, ma circa 500 dovrebbero essere sbarcati a Catania. Intorno alle 20 però è attraccata, scortata dalla Capitaneria di porto, una nave con 600 persone proveniente dalla Libia.

Marini: complessivamente 400 profughi Cinquecento profughi sono già ospitati dalla Toscana che ha adottato un modello di accoglienza diffuso in tutte le province e in piccoli nuclei come quello adottato dall’Umbria. In un’intervista rilasciata venerdì pomeriggio ad Umbria24.it la presidente della Regione Catiuscia Marini fa sapere che nella regione potrebbero essere accolti un numero di migranti pari a 400: «L’Umbria – dice la presidente – ha deciso di lavorare con Comuni, Caritas, Conferenza episcopale umbra e associazioni laiche che stanno mettendo a disposizione spazi e competenze professionali. Complessivamente potrebbero essere accolti 400 profughi in piccoli e piccolissimi nuclei distribuiti nella rete di servizi per l’immigrazione già esistenti».

LA RIPARTIZIONE TERRITORIALE ELABORATA DALL’ANCI

80-100 nelle strutture della Provincia Il numero massimo comunque rimarrà sempre quello annunciato in seguito all’accordo tra Stato e Regioni: 800 persone e non di più. Di queste, secondo quanto trapela, 80-100 dovrebbero essere ospitate in tre o quattro strutture messe a disposizione dalla Provincia di Perugia. L’esecutivo guidato dal presidente Guasticchi si occuperà del dossier sulle sedi nella riunione di giunta di lunedì. Fino a quel momento, massimo riserbo sui siti scelti anche se una lista è già presente. Anche qui i profughi saranno divisi in piccoli e piccolissimi nuclei per cercare di non mettere in difficoltà le comunità ospitanti. Particolare attenzione verrà data alle situazioni critiche come quelle che riguardano bambini soli e madri. Della partita faranno parte anche Gubbio, con due piccole strutture parrocchiali, Assisi e Orvieto.

In campo anche l’Arci di Perugia A Perugia circa 30-35 persone saranno ospitate dall’Arci di Perugia, presieduta da Franco Calzini, in appartamenti a disposizione dell’associazione, che metterà sul piatto anche un team di mediatori culturali e linguistici per garantire che tutto si svolga secondo le regole. Una ripartizione per territori che prevede l’accoglienza di un numero massimo di 797 immigrati è stata elaborata anche dall’Anci. Secondo la ripartizione, studiata con il criterio di un immigrato ogni mille residenti, a Città di Castello potrebbero essere accolti 74 profughi, 192 tra Perugia, Corciano e Torgiano, 59 tra Assisi, Bastia, Bettona, Cannara e Valfabbrica, 54 tra Todi, Deruta e Marsciano, 8 tra Norcia e Cascia, 53 tra Gubbio, Gualdo e Fossato di Vico, 97 tra Foligno, Nocera, Montefalco, Spello e Trevi, 129 nel Ternano, 48 tra Narni, Amelia e Comuni limitrofi e 36 nell’Orvietano. Il totale, come detto, fa 797, anche se il loro numero alla fine potrebbe essere di circa la metà più basso.

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