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lunedì 18 ottobre - Aggiornato alle 00:18

Procura di Perugia, Davigo e altri tre si schierano con Masini: «Più titolato di Cantone»

I togati di Autonomia&Indipendenza: «Ha svolto funzioni requirenti quasi per il doppio degli anni»

Davigo a Perugia nel 2016 durante l'inaugurazione dell'anno accademico

È Luca Masini, aggiunto a Salerno e attuale reggente della procura, il candidato «nettamente più titolato in base alla disciplina del Testo unico sulla dirigenza» rispetto all’ex presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, per l’incarico di procuratore di Perugia «sia per aver svolto le funzioni requirenti quasi per il doppio degli anni sia perché in possesso del criterio attitudinale specifico delle pregresse funzioni semidirettive, il cui svolgimento è stato già positivamente valutato dal Consiglio». A dirlo in una nota è il gruppo dei togati di Autonomia&Indipendenza al Consiglio superiore della magistratura, Sebastiano Ardita, Piercamillo Davigo, Giuseppe Marra e Ilaria Pepe. La presa di posizione arriva dopo il voto di giovedì quando in Quinta commissione Cantone ha ottenuto tre voti e Masini due, tra cui quello di Davigo, componente della commissione.

CANTONE A UN PASSO DALLA PROCURA

La partita Cantone, vicino alla corrente di Area (l’ala di centrosinistra delle toghe), ha ottenuto quello del presidente della commissione Mario Suriano (anche lui di Area), del laico di Forza Italia Michele Cerabona e di quello del M5s Alberto Maria Benedetti; Masini invece, oltre a quello di Davigo ha incassato anche il voto di Loredana Miccichè di Magistratura indipendente; astenuto, infine, Marco Mancinetti di Unicost. Il ruolo è molto ambito dato che la Procura di Perugia (ufficio che per competenza si occupa anche delle inchieste sul Tribunale di Roma) è quella che in cui è nata e si è sviluppata l’inchiesta sulle cosiddette ‘toghe sporche’, che inevitabilmente in questa partita avrà il suo peso. Da una parte dunque c’è il blocco schierato con Cantone (non più pm ormai dal 2007) e dall’altra quello di Davigo e altri, che come bussola ha il Testo unico e che considera l’Anac diretto da Cantone solo un ufficio amministrativo.

LA PARTITA A SCACCHI PER LA PROCURA

I VENTI CANDIDATI ALLA SUCCESSIONE

La nota «Riteniamo – aggiungono nella nota Davigo e gli altri – di voler rimanere coerenti con quanto sostenuto in campagna elettorale, dare prevalenza per gli incarichi direttivi alla qualificata esperienza giudiziaria rispetto alla pur importante esperienza fuori ruolo»; i quattro poi esprimono l’auspicio 1che questo possa essere, sempre, un percorso realmente condiviso». «Crediamo che la necessità di riacquistare la credibilità del Csm debba passare necessariamente per la coerenza delle scelte – conclude il gruppo – soprattutto su questioni che sono da anni oggetto di prese di posizione nette di larga parte della magistratura, anche associata, a favore del recupero della centralità dell’attività giurisdizionale e a favore della previsione di effettive ‘soluzioni di continuità’ tra gli incarichi fuori ruolo ed il conferimento di incarichi direttivi e semidirettivi». Il plenum del Csm, che dovrà discutere la pratica e votare, si terrà nelle prossime settimane.

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