Palazzo Gallenga, sede della Stranieri (foto F.Troccoli)

di Enzo Beretta 

L’Università per Stranieri di Perugia, parte civile nel processo contro l’ex rettrice Giuliana Grego Bolli, l’attuale direttore generale Simone Olivieri e la professoressa Stefania Spina, imputati per l’esame farsa del calciatore Luis Suarez, tanto per iniziare chiede loro un risarcimento di 1,3 milioni di euro per i danni morali e di immagine subìti dall’Ateneo. Per quelli patrimoniali, invece, nel cui computo è compreso il «calo delle iscrizioni», l’avvocato dello Stato, Maria Assunta Mercati, si riserva di quantificare l’importo durante l’istruttoria. L’atto di costituzione di parte civile si compone di appena sette paginette che questa volta, però, pesano davvero come un macigno.

Danno di immagine «Dalle condotte contestate agli imputati – si legge – è all’evidenza derivato un danno non patrimoniale per l’Ateneo, in primo luogo riconducibile allo sviamento della funzione istituzionale allo stesso affidata, teso alla realizzazione, in quanto Istituto di alta cultura, dei valori costituzionali». Secondo l’Avvocatura di Stato «l’evidenziata attività delittuosa degli imputati ha frustrato l’interesse dell’Ateneo alla realizzazione del valore costituzionale». E se il risarcimento per il danno morale viene quantificato «in una somma non inferiore a 300 mila euro» ecco l’«ulteriore danno non patrimoniale» derivato dal fatto che «i gravi reati contestati, commessi dagli imputati attraverso una condotta idonea a trarre in inganno l’Amministrazione, sono risultati idonei ad offendere e ledere gravemente la credibilità pubblica e, di conseguenza, il prestigio dell’Università (danno di immagine) ingenerando nei cives la convinzione che l’Ateneo non sia stata per lungo tempo conforme ai canoni di cui all’art. 97 della Costituzione». Quello che parla di «buon andamento e imparzialità».

«Sconcerto nell’opinione pubblica» «La notorietà e l’apicalità dei soggetti coinvolti – prosegue il documento – e la conseguente rilevanza mediatica che la vicenda ha avuto sui principali mezzi di informazione (televisione pubblica, stampa nazionale e locale) ha ingenerato smarrimento e sconcerto nell’opinione pubblica» e questi «sono tutti elementi che concorrono a conferire particolare gravità al danno all’immagine subìto dall’Ateneo». Chiesto un milione di euro.

«Calo delle iscrizioni» Mercati si sofferma, infine, sul «danno patrimoniale», il cui importo di un eventuale risarcimento non è stato ancora messo nero su bianco: «Quanto alla componente patrimoniale – si legge – oltre al prevedibile calo delle iscrizioni la cui incidenza sotto il profilo patrimoniale si illustrerà in sede di istruttoria dibattimentale, poiché a seguito dell’emersione dei fatti l’Ateneo ha dovuto dedicare rilevanti risorse di mezzi e personale alla necessaria ricostruzione dei fatti sia a fini interni che di collaborzione con la polizia giudiziaria».

Ma il dg è ancora al suo posto Uno degli aspetti bizzarri legati a questa vicenda giudiziaria sta anche nel fatto che l’Ateneo chiede i danni al suo attuale direttore generale. Simone Olivieri, infatti, è sempre rimasto dietro alla sua scrivania nonostante un’altra rogna giudiziaria. Il suo incarico – come scriveva Il Messaggero nei giorni scorsi – durerà fino al 28 febbraio e l’Unistra ha già pubblicato l’avviso per «l’acquisizione di manifestazioni di interesse a ricoprire l’incarico di Direttore generale» per il quadriennio. Il prossimo dg dovrebbe prendere servizio a Palazzo Gallenga dal 1° marzo. Per quella data l’istruttoria dibattimentale con i primi testimoni dell’accusa convocati dalla Procura nel processo Suarez non sarà ancora iniziato.

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