La sede della Provincia di Terni (foto F.Troccoli)

di Massimo Colonna

Tecnicamente si chiama ‘fase di acquisizione dei mezzi di prova’: sono le prime battute di un procedimento in cui i documenti che poi finiranno agli atti vengono presentati alle parti in causa.

Stabilizzazioni alla Provincia di Terni E proprio per questo passaggio tecnico martedì mattina il processo sui casi mobbing in Provincia a carico di alcuni esponenti della ex giunta del presidente Feliciano Polli ha vissuto un’udienza transitoria: il collegio dei giudici ha infatti deciso di concedere tempo alle difese per acquisire le trascrizioni di alcune intercettazioni telefoniche e di altri documenti che finiranno agli atti del processo. Per il 9 febbraio, giorno della prossima udienza, torneranno in aula dunque i dipendenti della Provincia di Terni da cui sono partite le accuse di mobbing (tecnicamente ‘lesioni’), che già nell’udienza di martedì avrebbero dovuto fornire la propria versione in qualità di testi della procura.

L’udienza Dunque l’incontro tra le parti nelle aule del tribunale di Terni nella tarda mattinata di martedì si è concluso soltanto con un passaggio tecnico: in sostanza i dipendenti dell’ente che avrebbero dovuto parlare al collegio come testimoni convocati dalla pubblica accusa, sostenuta dal procuratore della Repubblica Elisabetta Massini, non hanno potuto farlo. A mettersi in mezzo un passaggio tecnico, con l’arrivo agli atti di nuovi documenti.

Le intercettazioni Ad entrare nel faldone del processo, che riguarda in totale tredici persone con le accuse di falso ideologico, abuso d’ufficio e lesioni, sono infatti nuove intercettazioni e altri documenti. Carteggi che però le difese degli imputati hanno chiesto di poter ottenere e visionare. Per questo ci sarà bisogno di una trascrizione accurata. Da qui ecco la decisione del collegio dei giudici, presieduto da Massimo Zanetti, che ha concesso tempo fino al prossimo 9 febbraio, per la trascrizione e l’acquisizione dei nuovi atti. Per quella data dunque saranno di nuovo convocati gli stessi testi dell’accusa, che nell’udienza di martedì mattina hanno soltanto partecipato all’incontro. Potranno così raccontare la loro versione dei fatti, rispondendo alle domande delle parti, in particolare per quanto riguarda l’accusa di mobbing.

Accorpamento Quella di martedì è la prima udienza che si celebra dopo che il tribunale ha deciso per l’accorpamento dei due procedimenti originali di questo caso: in un primo momento infatti gli ex assessori provinciali Domenico Rosati e Marcello Bigerna e gli ex dirigenti Giovanni Vaccari Vitale, Sandro Pascarelli e Gioia Rinaldi avevano optato per procedere con il processo ordinario, mentre gli altri ex esponenti della Provincia, ossia l’ex presidente Polli, gli ex assessori Fabio Paparelli (attuale vicepresidente della Regione), Vittorio Piacenti D’Ubaldi (anche vicepresidente dell’ente, oggi assessore al Bilancio del Comune di Terni), poi Stefania Cherubini, Fabrizio Bellini Stefano Mocio, Filippo Beco e Antonio De Guglielmo, come direttore generale pro tempore di Palazzo Bazzani all’epoca dei fatti.

Le accuse A difendere gli imputati i legali Manlio Morcella (per Polli e De Guglielmo), Attilio Biancifiori (Piacenti D’Ubaldi, Paparelli, Bellini e Mocio), Arnaldo Sebastiani (Cherubini), Francesca Abbati (Beco). La procura si muove sulle indagini effettuate sette anni fa dai militari della Guardia di finanza che iniziò a lavorare sulla stabilizzazione di 17 precari, l’assunzione di un tecnico, le progressioni verticali ed alcuni incarichi affidati a persone legate ai sindacati. Poi c’è il discorso del mobbing che riguarda alcuni dipendenti che avrebbero subito pressioni o indebiti trattamenti perché si opponevano a certe decisioni. Tutte accuse che le difese in diverse occasioni hanno sempre respinto, anche per via di una decisione del consiglio di Stato che avrebbe di fatto legittimato le decisioni prese dalla Provincia e contestate dalla procura.

Twitter @tulhaidetto