Uno dei vagoni del minimetrò di Perugia

di Fra. Mar.

Assolti «perché il fatto non sussiste» tutti gli imputati nell’ambito del processo sul Minimetrò. La decisione del giudice Daniele Cenci è arrivata dopo che il pm Massimo Casucci aveva chiesto l’assoluzione per un capo d’imputazione e la prescrizione per l’altro. Sul banco degli imputati sedevano Giancarlo Giorgi, Paolo Gori, Vanni Bagattella, Gianni Marinella e Giovanni Luna, rispettivamente erano direttore dei lavori di Umbria Domani, progettista dei computi metrici per conto di Umbria Domani, consigliere delegato della Maeg Costruzioni, presidente della Umbria Domani e presidente del Cda della Ceu srl.

L’accusa A vario titolo, gli imputati erano accusati di truffa aggravata e turbata libertà degli incanti. Per quanto riguarda la truffa il capo d’imputazione diceva che: «con artifizi e raggiri consistiti nel contabilizzare nello stato di avanzamento lavori a tutto il 31/12/ 2004, lavori per 253.900 mila euro all’epoca non ancora eseguiti, indicevano in errore il Ministero dei Lavori pubblici e il Ministero dell’economia, ente finanziatore tramite il Comune di Perugia dell’opera Miimetrò, assicurando un ingiusto profitto alla società Maeg, consistito nell’utilizzare l’importo per la copertura dei debiti bancari».

Turbativa L’altra accusa invece, mossa a due imputati, era che «fraudolentemente si accordavano al fine di turbare la licitazione privata per conto della pubblica amministrazione , indetta dalla Minimetrò Spa, relativamente alla realizzazione dell’impianto tecnologico detto “anello di media tensione”, turbativa consistita nell’accordarsi per danneggiare la società Leitner , competitrice di Umbria Domani». Al termine del processo, gli avvocati Francesco Falcinelli, Lietta Calzoni, Gennaro Esibizione e Cristina Rastelli avevano chiesto l’assoluzione. Gli indagati in origine, prima del vaglio dell’udienza preliminare erano 29, di cui 18 persone fisiche e 11 società.

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