di Maurizio Troccoli

Amanda Knox questa mattina in aula (Foto F.Troccoli)

Le difese Sollecito e Knox hanno incassato un punto a loro favore. Dopo tre anni dall’apertura dell’intera vicenda giudiziaria è la prima e probabilmente l’unica notizia positiva per loro. Infatti i due ex fidanzati da quando sono entrati in cella non sono più usciti ed hanno assistito a sentenze e decisioni interamente a loro sfavore, a sostegno quindi delle tesi accusatorie. Dal giudizio del Tribunale della libertà sulla carcerazione preventiva, alla sentenza di Cassazione sulla decisione del Riesame, fino all’udienza preliminare e quindi al rinvio a giudizio, e poi ancora alla sentenza di primo grado che ha deciso la condanna a 26 anni per Amanda Knox e a 25 anni per Raffaele Solecito. Oggi arriva la rivincita e questo può rendere da solo il senso dell’importanza di una simile notizia per i due imputati.

Le tre carte da giocare Ma quali sono gli scenari che si aprono a questo punto? Stando al parere delle difese ed alle motivazioni di Appello con cui hanno fatto ricorso i legali dei due imputati sulla sentenza di primo grado è ragionevole pensare che, nei prossimi giorni, si aprirà una battaglia importante se non decisiva. Infatti i difensori di Sollecito e Knox porteranno elementi nuovi per dimostrare come la sentenza di primo grado sia stata fondata su elementi dubbi, soprattutto non sufficientemente validi alla ricostruzione dei fatti. Quali quindi le carte da giocare? Principalmente tre: ovvero due reperti e alcuni testimoni. Ovvero i tre aspetti chiave del processo di primo grado: il gancetto del reggiseno di Meredith, il coltello (presumibile arma del delitto) ed uno dei testi principali, il clochard Antonio Curatolo.

Il ragionevole dubbio Parla di ragionevole dubbio Luciano Ghirga, il difensore di Knox, spiegando il dispositivo della corte d’Appello con cui è stato riaperto il dibattimento. Tradotto significa che con questa nuova decisione si fa spazio l’ipotesi che le prove considerate schiaccianti dall’accusa rispetto alla sentenza di primo grado, ora potrebbero essere state considerate dubbie e poco attendibili rispetto alla ricostruzione della scena e della vicenda omicidiaria. Ne è prova la richiesta di approfondimenti.

L’arma del delitto Andiamo per ordine e partiamo dall’arma del delitto. Il coltello presentava delle tracce biologiche sulla lama e sul manico. Tracce riferibili secondo i giudici di primo grado ad Amanda (quelle sul manico) e a Meredith (quelle sulla lama). Secondo gli stessi periti dell’accusa – hanno ricordato in apertura del processo d’Appello i legali dei due imputati – quelle tracce sono state considerate too low. Un termine tecnico per dire che il quantitativo di materiale biologico non sarebbe sufficiente per fare analisi attendibili e produrre risultati al di fuori di ogni ragionevole dubbio. Ed è questo l’aspetto che viene contestato in Appello dai difensori dei due imputati che hanno chiesto a questo punto alla corte: ma se il materiale è too low, perché poi è stato considerato attendibile al fine della sentenza? Pertanto hanno avanzato la richiesta di ascoltare nuovi periti che mettano una volta per tutte la parola fine a questo interrogativo e spieghino se quel materiale biologico è sufficiente oppure no per ottenere risultati scientifici attendibili.

Il gancetto del reggiseno di Mez Quanto al gancetto del reggiseno di Meredith viene contestato da parte della difesa il fatto che la traccia biologica riferita a Raffaele sarebbe il risultato del contatto tra la mano di Sollecito ed il gancetto del reggiseno, nel tentativo di toglierlo alla vittima, ma sarebbe invece frutto di una contaminazione. I difensori fanno leva sul fatto che il gancetto è stato repertato più di 40 giorni dopo l’omicidio. E in questo tempo lo stesso gancetto è stato spostato da una parte all’altra della stanza del delitto, a causa del «via vai di persone», ovvero della notevole presenza di investigatori e soggetti sulla scena del delitto. Anche in questo caso sono nominati nuovi periti per valutare l’attendibilità dell’ipotesi della contaminazione.

Smentire il clochard Il terzo aspetto invece è relativo ad uno dei  testimoni chiave, il clochard che, in primo grado, ha sostenuto di avere visto i due ex fidanzati nei pressi della casa del delitto, in piazza Grimana, la sera dell’omicidio. Nel ricordare questo episodio ha riferito della circostanza di alcune navette che si fermavano in quell’area per prendere i ragazzi che andavano in discoteca. Le difese cercheranno di smontare questa testimonianza portando nuovi testimoni, tra cui un responsabile di un locale notturno che spiegherà alla corte il fatto che quella sera i locali erano chiusi, facendo saltare completamente la circostanza raccontata da Curatolo, rendendo così dubbia la sua ricostruzione dei fatti.

Scenari se i nuovi periti convinceranno la corte su questi tre aspetti salienti, il processo potrebbe virare su una direzione diversa da quella di primo grado. Ovvero metterebbe in dubbio aspetti principali che hanno determinato la sentenza di condanna per i due imputati. Ma oltre a questo va considerato l’aspetto che per la prima volta si rende ufficiale un dubbio sull’operato degli investigatori. Infatti la corte ha valutato come opportuno il ricorso a nuovi periti per l’approfondimento di elementi raccolti durante la fase investigativa e considerati sufficientemente validi nel processo di primo grado.

Chi altri se non loro? Tenendo conto di questi scenari resta l’incognita di probabili sentenze diverse a processi diversi ma che riguardano lo stesso omicidio. Infatti colui che è stato considerato il terzo assassino, Rudy, da una sentenza passata in giudicato, ha avuto una condanna in appello per concorso in omicidio. Condanna d’appello confermata da una sentenza inappellabile come quella della Cassazione. Con chi Rudy avrebbe concorso nel compiere l’omicidio? Gli unici imputati fin qui considerati correi dell’omicidio son Raffaele ed Amanda. E questo sia sulla base delle indagini che sulla base di quanto si è sviluppato in dibattimento. In caso di una sentenza a favore di Amanda e Raffaele si determinerebbe una distorsione sull’attendibile ricostruzione dei fatti. Ovvero Rudy sarebbe stato quindi condannato come l’autore di un omicidio compiuto in concorso con altri. Gli altri fin qui individuati potrebbero essere soltanto Amanda e Raffaele. Mentre Amanda e Raffaele non vengono considerati (sempre in caso di sentenza a loro favore), correi di quell’omicidio. Conclusione: insieme a Rudy c’era qualcuno che non sarebbe stato scoperto, oppure la ricostruzione dei fatti sarebbe molto lontana dalla realtà? Infine consideriamo l’opzione  di condanna per tutti e tre. A quel punto Rudy, grazie alle scelte di strategia difensiva, ovvero quella del rito abbreviato prima di tutte, uscirebbe dal carcere in giovane età, con la possibilità di ricostruirsi una vita. Per Amanda e Raffaele invece la condizione di pena sarebbe ben più lunga e ben più dura da sopportare.

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