Uno striscione fuori dalla Meraklon (Foto Umbria24)

di Fabio Toni

La prossima udienza del processo Meraklon, prevista per il 30 ottobre, si preannuncia affollata. In aula sono attesi cinquanta lavoratori, pronti a costituirsi parte civile attraverso gli avvocati Emidio Gubbiotti, Tania e Sara Giovannelli e Riccardo Falocco. Se il collegio si esprimerà favorevolmente in ordine alle costituzioni, i quattro legali avanzeranno una richiesta di risarcimento provvisionale di 100 mila euro nei confronti degli otto imputati. La cifra rappresenta una stima forfettaria dei danni che i lavoratori avrebbero subito sul piano economico, morale e di immagine in seguito alle travagliate vicende dell’azienda produttrice di fiocco e filo sintetico.

Le indagini Secondo le indagini, coordinate dal pm Elisabetta Massini, l’ex management Meraklon avrebbe – fra le altre cose – creato ad arte le condizioni di crisi aziendale per accedere ad aiuti statali e ammortizzatori sociali. Così i lavoratori sarebbero finiti in cassa integrazione, a metà stipendio, in seguito ad un artificio messo in piedi per distrarre fondi dalle casse aziendali. Su questo si regge l’ipotesi di un danno economico per le maestranze, a cui si aggiungono i danni morali. «C’è chi è dovuto ricorrere a cure specifiche e brevi ricoveri per lo stress causato dalla perdita del lavoro – spiega l’avvocato Emidio Gubbiotti – come testimoniano i certificati dell’azienda ospedaliera e della Asl».

Il processo I principali imputati del processo Meraklon sono Giampaolo Fiorletta e Rosario Gravagno, rispettivamente ex procuratore speciale ed ex amministratore unico di Meraklon Yarn e Spa. Il procedimento coinvolge anche Manuela Loizzi, moglie di Giampaolo Fiorletta e proprietaria delle holding Novalis e The Earth, oltre ad alcuni componenti del collegio sindacale – Valter Brandoli, Claudio Giansanti, Leonardo Mollicone e Arturo Offidani. Fra gli imputati, con accuse di minore entità, figura anche l’ex direttore generale Raffaello Federighi.