Uno striscione fuori dalla Meraklon (Foto Umbria24.it)

di Fabio Toni

Tutto da rifare al processo Meraklon che vede fra gli imputati l’ex proprietario Giampaolo Fiorletta, la moglie di quest’ultimo, Manuela Loizzi, l’ex amministratore unico Rosario Gravagno e quattro membri del collegio sindacale. Il tribunale di Terni ha infatti dichiaro la nullità del decreto di citazione a giudizio disposto dalla procura nei confronti delle società coinvolte.

Oltre agli imputati, infatti, la procura aveva citato a giudizio anche le società riconducibili a Giampaolo Fiorletta. Una decisione assunta in base alla legge 231 del 2001 che introduce la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle società. Nell’atto di citazione, però, non sarebbero stati indicati i difensori di ufficio delle aziende. Motivo per il quale il tribunale ha disposto la nullità del decreto, rinviando gli atti alla procura. L’iter, quindi, dovrà ricominciare da capo, con l’elaborazione di una nuova richiesta di giudizio immediato da parte del pubblico ministero.

L’accusa principale per le persone coinvolte è di aver dato vita ad un’associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e alla truffa allo Stato. L’operazione che portò all’arresto dell’ex proprietario di Meraklon e ad altri provvedimenti restrittivi nei confronti dei suoi collaboratori, scaturì da oltre due mesi di indagini da parte della guarda di finanza di Terni. In particolare il gruppo è accusato di aver distratto dalle casse della Meraklon circa sette milioni di euro e di aver creato artificiosamente le condizioni di crisi aziendale, per ottenere aiuti statali.