I giornalisti assediano piazza Metteotti (Foto F.Troccoli)

Media di tutto il mondo, giornalisti accampati ovunque: nella notte operatori hanno dormito a terra in piazza Matteotti per essere tra i primi a poter catturare immagini. Intanto Perugia osserva attonita e prende le distanze dal «circo mediatico» a cui nelle ultime ore si sono aggiunti emittenti tedesche, francesi, asiatiche. L’aria che si respira in città è infatti di curiosità intorno a quel «circo» allestito in piazza Matteotti che però al contempo genera come una forma di rigetto. «Se prestassero la stessa attenzione ai processi di mafia – fa notare una persona mentre cammina in piazza – forse questo sarebbe un Paese migliore».

Giornalisti e disturbatori Nel giorno della sentenza i media internazionali, in particolare quelli americani e britannici, seguono la vicenda minuto per minuto e nell’aria risuona l’appello del presidente della Corte, Claudio Pratillo Hellman, a «evitare tifoserie da squadra». E la città è piena anche di curiosi e «disturbatori» come il famigerato Paolini.

Tutti per Amanda E non c’è dubbio che per le decine di inviati e corrispondenti presenti a Perugia, la vera protagonista è Amanda Knox. La Cnn, con frequenti collegamenti in diretta da Perugia, ripercorre le tappe del processo che ha visto imputati la studentessa americana e Raffaele Sollecito, spiegando ai propri spettatori il funzionamento del sistema italiano, in attesa della sentenza di stasera. Anche sul proprio sito, l’emittente americana dedica ampio spazio al processo, riportando le dichiarazioni finali della Knox, «non ho ucciso, non ero lì», e ricostruendo la vicenda giudiziaria. Telecamere puntate su Perugia anche per gli altri network Usa. «Sono innocente», titola sulla propria homepage la Cbs, riportando le parole della Knox. Anche per il sito di AbcNews, il processo d’appello è la «top story» del giorno, con un primo piano di Amanda e il titolo: «Voglio tornare alla mia vita». Fox News, tra gli altri, sul proprio sito non manca di ricordare il «tocco nazionalistico» che in alcune fasi ha segnato il processo, con i media britannici schierati dalla parte dell’accusa e quelli americani dalla parte della Knox.

La giustizia italiana sotto i riflettori Un caso, quello di Perugia, che tra le tante iniziative messe in atto Oltreoceano a difesa dell’innocenza della Knox, ricorda ancora l’emittente, ha visto anche quella della senatrice dello Stato di Washington, Maria Cantwell, che in un appello al segretario di Stato, Hillary Clinton, parlò di «anti-americanismo» dei giudici italiani. Eppure, commenta la Fox, cui pure i toni nazionalistici non mancano, nonostante il grande risalto dato dai media, la vicenda «non ha mai messo in discussione i rapporti tra Italia e Stati Uniti». Sul fronte dei network britannici, Skynews ha messo in campo una copertura da grande evento, con dirette video e titoli a effetto: «Amanda Knox scoppia in lacrime mentre fa il suo appello finale». Sul sito, anche un «Live blog» con l’aggiornamento, via Twitter, delle varie fasi della giornata finale del processo. Perfino il Sun, che pure, in passato, non aveva evitato i toni accesi, si limita alla cronaca. Le certezze del processo di primo grado, sembrano, anche per il tabloid, essere state incrinate dal processo di appello e dalla perizia che ha messo fortemente in discussione l’operato degli investigatori. Infine, la Bbc, che riferisce della dichiarazione finale della Knox e ripercorre, in attesa della sentenza di stasera, le varie fasi dell’inchiesta e del procedimento giudiziario. Anche per l’emittente britannica, l’unica, vera, protagonista del processo, è lei: Amanda Knox.

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One reply on “Meredith, il «circo mediatico» assedia Perugia e la città assiste attonita”

  1. La sensazione è di uno schifo profondo.
    Uno schifo nei confronti degli imputati che al di là dello stato di colpevolezza o innocenza il cui gudizio spetta unicamente alla magistratura, si sono trovati ad affrontare una situazione che li coinvolgeva così massicciamente, pieni di stupefacenti di cui abusavano evidentemente ed a loro stesso dire. Una stato psico emotivo che ha portato la Knox in una serie incredibili di contraddizioni e di versioni differenti: Lei non c’era, a suo dire ma pensa ad un nero implicato e butta la croce sul Lumumba; poi salta fuori varamente il nero che è altra persona.
    Sconforto per la confusione in seno alle istituzioni stesse a causa del modo in cui hanno affrontato le indagini e le perizie, prestando il fianco ai sospetti di anti americanismo d’oltreoceano che invece è una balla enorme.
    Rigetto del movimento di opinione che è nato in seno ad alcuni ambienti americani e
    Schifo per il modo in cui i media si sono occupati pesantemente del caso, sfruttandone tutte le potenzialità, a partire dagli aspetti economici ai populisti e polemici nonché sensazionalistici.
    Per finire vergogna! Vergogna andrebbe gridata a quanti si sono di nuovo piazzati davanti alla porte del tribunale per poter vedere i protagonisti di questa storiaccia noir; non sono dissimili da quanti si fermano a guardare gli incidenti stradali con morbosa curiosità, per avere qualcosa da raccontare nella loro esistenza! Sarebbe stato molto meglio se si fossero piazzati sotto la prefettura, la pretura, la questura,i carabinieri, la regione, il comune, per chiedere a gran voce interventi decisi contro il malaffare in città.
    Mentre troppe telecamere e troppa gente stava davanti al tribunale, a fianco del Duomo, sulla scale di fronte al Turreno, dove non ci sono telecamere evidenti e comunque nel loro posto solito, già c’erano una decina di magrebini nuovi nuovi a confabulare tra loro, dopo soli due giorni di santa assenza di quelle facce. Auguri Perugia!

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