Un elicottero dei vigili

di Ma. Gi. Pen.

Continuano senza sosta le ricerche del 43enne marocchino, Mohamed El Messaoudi che, nel pomeriggio di sabato, ha brutalmente aggredito a martellate la moglie a bordo di un autobus di linea nella zona di Santa Lucia di Stroncone (Terni). Proprio da lì, l’uomo ha fatto perdere le sue tracce. Che si trattasse di un agguato è stato chiaro sin dalle prime ore, perché l’uomo è salito a bordo del mezzo colpendo esclusivamente la donna, col pesante attrezzo che aveva già con sé. La 44enne, che nella zona dell’aggressione lavora come badante, è stata sottoposta a intervento chirurgico all’ospedale di Terni, è ricoverata in Rianimazione. Stabile, si apprende da fonti ospedaliere, ma le sue condizioni restano comunque molto gravi.

La caccia all’uomo – coordinata dalla Procura di Terni -, immediatamente attivata, prosegue a ritmi serrati, in un raggio d’azione che include l’intero territorio nazionale. L’attività, che prosegue ininterrottamente dal momento del tragico evento, e si intreccia con quella d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Terni, vede un importante impiego di uomini e mezzi per stringere rapidamente il cerchio attorno al fuggitivo. Nell’area circostante al luogo del tragico evento, per garantire la massima efficacia nelle operazioni, trovandosi in contesto morfologicamente complesso, è stato schierato personale altamente specializzato nelle operazioni di ricerca in aree impervie e zone boschive, deputato alla saturazione del territorio e al controllo di casolari e rifugi isolati; in campo in particolare il Nucleo Elicotteri di Roma Urbe: per il supporto aereo con il monitoraggio e coordinamento dall’alto delle operazioni nella zona d’interesse e la segnalazione immediata di movimenti sospetti, nonché le Unità cinofile molecolari, quindi cani specializzati nella ricerca di persone,
capaci di seguire tracce ematiche e olfattive anche a distanza di ore dall’evento. Al setaccio ogni possibile via di fuga con l’obiettivo di assicurare quanto prima il presunto responsabile alla giustizia.

Secondo quanto è stato possibile fin qui ricostruire, l’uomo era sottoposto alla misura del braccialetto elettronico, dopo l’arresto a inizio aprile. Sabato pomeriggio si trovava però a bordo dell’autobus di linea, lo stesso sul quale è salita la moglie che lavora come bandate nella zona dove si è consumata l’aggressione. Sul mezzo pubblico, dopo offese verbali – ricostruisce la nota del comando provinciale dei carabinieri – il 43enne la ha aggredita, prima a mani nude, dopo con un martello. Poi l’aggressore è fuggito – tra l’altro smarrendo i propri documenti d’identità – per le campagne circostanti liberandosi dell’arma, ma anche del braccialetto elettronico. 

La comunità ternana è sotto choc. Tanti i messaggi di solidarietà alla famiglia, ma anche di condanna. Lunedì mattina il consiglio comunale di Palazzo Spada ha approvato un atto di indirizzo che muove dal gravissimo episodio di violenza: «Il consiglio comunale di Terni – legge in aula la presidente Sara Francescangeli – esprime profondo dolore e preoccupazione per il tentato femminicidio accaduto sabato scorso di cui è stata vittima una giovane donna, nostra concittadina da parte del marito. Esprime anche la più profonda vicinanza alla vittima e ai familiari. Avverte ancora la necessità di censurare la dinamica relativa al malfunzionamento del dispositivo elettronico di controllo applicato all’aggressore e chiede un incontro tempestivo al Prefetto per formalizzare la più dura condanna rispetto a quanto accaduto e chiedere un intensificazione di controlli e verifiche sugli strumenti elettronici applicati ai destinatari di provvedimenti cautelari».

In mattinata è intervenuta con una nota anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti: «È inaccettabile che, ancora una volta, nella nostra terra un uomo tenti di togliere la vita a una donna, colpendo al cuore la nostra comunità con una violenza che non può essere tollerata. Quanto accaduto a Stroncone conferma con drammatica evidenza che la violenza di genere non è un fatto privato, ma una questione di salute pubblica, sicurezza e dignità umana, da contrastare ogni giorno con un’azione istituzionale concreta, continua e coordinata. La Regione Umbria sta già intervenendo in modo strutturale attraverso il piano “Umbria contro ogni genere di violenza”, che rafforza la rete tra sanità, scuola, servizi sociali, comuni e forze dell’ordine, per intercettare i segnali di rischio e non lasciare mai sole le vittime. Abbiamo inoltre destinato risorse specifiche al consolidamento dei servizi antiviolenza e all’attivazione di nuovi centri e sportelli sul territorio, perché la protezione deve essere capillare e immediata. Accanto alla tutela, è decisiva la prevenzione: per questo la Regione continua a investire in percorsi educativi nelle scuole e in iniziative di formazione e sensibilizzazione, per promuovere un cambiamento culturale profondo fondato sul rispetto della donna e della dignità di ogni persona. Solo una rete solida e un impegno quotidiano possono spezzare la spirale della violenza. Non lasceremo sola la donna coinvolta né la sua famiglia, e continueremo a rafforzare con determinazione tutte le azioni di protezione e difesa delle donne, in particolare nel momento più delicato che segue la denuncia delle violenze subite, lavorando per garantire loro una rete efficace e tempestiva, capace di tutelarle concretamente da ogni forma di ritorsione o ulteriore violenza».

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