Il decreto Sicurezza accelera le procedure di espulsione per alcuni detenuti stranieri e cambia i tempi con cui i magistrati dovranno decidere sui provvedimenti. La novità riguarda i casi di ingresso clandestino, permanenza irregolare sul territorio italiano senza permesso di soggiorno oppure appartenenza alle categorie considerate socialmente pericolose.
La norma prevede che il magistrato di sorveglianza debba decidere sull’espulsione entro 15 giorni, dando priorità a questa pratica rispetto alle altre richieste presentate dal detenuto.
L’obiettivo del governo è rendere più rapide le espulsioni e favorire il rimpatrio rispetto all’accesso ai benefici penitenziari alternativi al carcere, come l’affidamento ai servizi sociali o la semilibertà.
La questione nasce da un principio già consolidato nella giurisprudenza. Quando viene disposta l’espulsione di un detenuto straniero, quest’ultimo non può ottenere misure alternative alla detenzione. Al contrario, se il giudice concede prima una misura alternativa, l’espulsione non può essere eseguita.
Per questo motivo la nuova regola rischia di incidere direttamente sui percorsi di recupero e reinserimento sociale previsti dall’ordinamento penitenziario italiano.
Secondo diversi esperti di diritto, il punto più delicato riguarda proprio il rapporto con la Costituzione. L’articolo 27 stabilisce infatti che la pena deve avere anche una finalità rieducativa e non soltanto punitiva.
Il rischio evidenziato dai giuristi è che la priorità data all’espulsione finisca per limitare la possibilità di accedere ai percorsi alternativi al carcere, privilegiando il rimpatrio rispetto al recupero sociale del detenuto.
Per evitare possibili contrasti con la Costituzione, l’interpretazione della norma dovrebbe quindi restare limitata ai procedimenti che non riguardano direttamente le misure alternative alla detenzione.
La nuova disposizione, inoltre, non prevede sanzioni specifiche nel caso in cui il criterio di priorità non venga rispettato. Questo significa che eventuali decisioni prese con tempi diversi non diventano automaticamente nulle o invalide.
