Il prefetto Reppucci

di Iv. Por.

Perugia aspetta il suo nuovo prefetto. Dopo la vicenda che ha portato alla rimozione di Antonio Reppucci a seguito delle frasi pronunciate durante la conferenza stampa di giovedì scorso, si attende la nomina da parte del Consiglio dei ministri. E intanto, dopo l’ondata di indignazione per le frasi che hanno scatenato il caso, ad arrivare sono attestati di stima nei confronti di Reppucci come quello dei dirigenti della prefettura di Perugia e anche le prese di posizione di chi lo conosce e si schiera dalla sua parte.

VIDEO: LE PAROLE DI REPPUCCI

Redini al vicario Tombesi C’è attesa a Perugia per la nomina del nuovo prefetto. Dopo le dichiarazioni di Renzi del ministro dell’Interno Angelino Alfano, che di fatto ha annunciato la rimozione di Reppucci, a fare le sue veci (Reppucci è formalmente in carica fino alla nuova designazione) è il vice prefetto vicario Tiziana Tombesi (ricopre il ruolo dal 24 febbraio scorso). La prefettura è dunque in mani salde, in attesa che venga designato il nuovo prefetto. Possibile, però, vista anche l’attenzione intorno al caso, che ciò possa avvenire già nella prossima seduta del Consiglio dei ministri (usualmente il venerdì). Per arrivare alla scelta informalmente verranno consultate anche le istituzioni locali e un suo ruolo lo rivestirà ovviamente anche il sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci.

VIDEO: LA CONFERENZA INTEGRALE

Il caso in Regione Intanto proseguono le prese di posizione sul caso. «Soddisfazione per la rimozione»  è espressa dal capogruppo della Lega nord al Consiglio regionale dell’Umbria,  Gianluca Cirignoni.  «Si tratta – spiega Cirignoni – di dichiarazioni inaccettabili nella forma e nella sostanza, perche’ gravissime e penalmente rilevanti, aggravate dal fatto che le abbia pronunciate un alto funzionario dello Stato. Auspichiamo che il passaggio di consegna avvenga in tempi brevissimi e vigileremo su questo. Per questo – aggiunge il capogruppo della Lega nord – stiamo predisponendo una mozione urgente da discutere in Aula per chiedere la condanna unanime delle affermazioni del Prefetto. Per risolvere i gravi problemi legati allo spaccio di sostanze stupefacenti dell’Umbria, e di Perugia in particolare, serve – conclude Cirignoni – che il Prefetto coordini una repressione coordinata e costante dello spaccio e non certo che minimizzi il problema e scarichi la responsabilita’ sulle famiglie».

Solidarietà dall’Arci Il presidente provinciale di Arci Perugia Franco Calzini, in una nota indirizzata all’ufficio di gabinetto di Antonio Reppucci, esprime solidarietà al prefetto in questo momento per lui particolarmente difficile. Il presidente di Arci sottolinea anche che in questi mesi di attività a difesa dell’onorabilità della città di Perugia e dei suoi cittadini, l’operato del prefetto è stato efficace e concreto. «In particolare – spiega Calzini – voglio ricordare anche come sia stato proficuo il rapporto di collaborazione con le associazioni, specialmente con Arci sul versante dell’immigrazione e su altri campi in cui opera l’associazione. In questo particolare momento di difficoltà e di polemiche siamo umanamente vicini al prefetto». Calzini in conclusione esprime anche solidarietà alla vicaria Tiziana Tombesi e più in generale a tutta la struttura operativa di Perugia «che in queste ore complicate – dice il presidente di Arci – sapranno sicuramente come sempre lavorare con competenza e professionalità nell’interesse della collettività».

«Trattato come spacciatore» Ma c’è chi va giù più duro come l’assessore regionale calabrese Domenico Tallini di Forza Italia. «Ma il ministro Alfano – chiede – da che parte sta?». Definendo «inquietante» la decisione del ministro dell’Interno di sospendere il prefetto «colpevole – asuo dire – solo di avere invocato una linea più intransigente in fatto di droga e di avere richiamato alla responsabilità le famiglie». Tallini chiede se Alfano sta «con i servitori dello Stato come il prefetto Reppucci che predicano il rigore per contrastare un fenomeno ormai dilagante o con coloro che predicano la liberalizzazione della droga?». «Reppucci – prosegue Tallini -, al quale può essere rimproverata solo una frase colorita e sicuramente eccessiva è stato trattato, mi si consenta il termine forte, alla stregua degli spacciatori, peggio degli spacciatori. Inquieta molto il comportamento di Alfano che, pur di non disturbare il premier Renzi, non ha esitato a rinnegare i valori tradizionali del centrodestra in fatto di lotta alla droga. La verità – conclude – è che Alfano si sta comportando come Fini, entando di farsi una verginita’ a sinistra. E come Fini sparirà dalla scena politica».

VIDEO: INTERVISTA A REPPUCCI

Lettere di studenti Pro o contro Reppucci si schierano anche alcuni studenti, che hanno inviato alla redazione lettere non firmate. Una di uno «studente fuorisede a Perugia» definisce quello di Reppucci un comportamento da «buon padre di famiglia». Un’altra che si firma «studentessa universitaria di Perugia» rispondendogli propone una lettura più articolata definendo «ipocriti i giornalisti che ne hanno fatto un caso nazionale» ma sottolineando anche che «questo non giustifica per nulla il Prefetto». Pubblichiamo di seguito la sua lettera integralmente:

L’autore della lettera ha lanciato un’accusa importante e a mio parere condivisibile, contro chi questi giorni si è accanito sulla figura del Prefetto: l’ipocrisia.
Condivido in pieno. Ipocriti i giornalisti che ne hanno fatto un caso nazionale, come un caso nazionale fanno di ogni evento negativo che succede nella nostra città, dalla tragedia vera che meriterebbe un po’ più di rispetto in quanto tale, al fatterello di cronaca, che meriterebbe un’analisi più contestualizzata e oggettiva per rispetto alla vera informazione.
Ipocrisia dei tanti cittadini che hanno approfittato per subito puntare il dito, usando il Prefetto come altro capro espiatorio della situazione difficile di Perugia, senza vera cognizione di causa, ma sull’onda del malcontento di pancia che evidentemente le ultime elezioni comunali non sono bastate a placare; facendolo soprattutto quando loro per primi si sarebbero espressi, e si esprimono, sebbene in sedi meno ufficiali, allo stesso modo; ma di più, si esprimono allo stesso modo perché veramente convinti che una madre (più di un padre) che non riesce ad aiutare tempestivamente il proprio figlio sia una fallita.
Questo però non giustifica per nulla il Prefetto. Il Prefetto è una figura che non si può permettere di esprimersi come tutti, di essere frainteso, di parlare così superficialmente di un problema tragico e doloroso che non è solo una macchia scura sulla bella cartolina della Perugia turistica.
Dalle sue parole sono emerse dabbenaggini difficilmente scusabili, considerata la carica che rappresenta.
Il primo passo per risolvere un problema è analizzarlo e conoscerlo con cura, competenza e attenzione; il secondo è spiegarlo e informarne con altrettante cura, competenza e attenzione. Questo non sta succedendo; né quando si parla in questi termini sguaiati, in quanto alla forma, né quando si mettono tutte le droghe sullo stesso piano, in quanto al contenuto; sono tutte droghe, compresi alcol e tabacco, ma un Prefetto non può di evitare i dovuti distinguo senza far nascere il sospetto di non essere veramente documentato sul tema, sia pure per poi lanciare l’allarme nei confronti dell’abuso in generale. E che a conferma di questo, l’autore della lettera abbia portato le parole di Papa Francesco, scusate, ma lo trovo fuori luogo e inutile se rimaniamo sul piano di discussione al quale un Prefetto dovrebbe limitarsi.
Nessuno sta cercando di sottrarre le famiglie alle loro responsabilità (enormi) nell’educazione e crescita dei figli; è giusto sottolineare il ruolo quasi altrettanto fondamentale delle altre realtà sociali con cui un ragazzo si trova ad essere in contatto, e favorirne lo sviluppo; è giusto smettere di permettere di chiamare le forze dell’ordine in causa ad ogni momento. Ma Perugia si merita anche un’informazione e una formazione sull’argomento più serie, chiare, dirette, vere, appropriate nel contenuto e nella forma, rispettose, complesse come complesso è il problema, che non diano adito ad altri luoghi comuni e semplificazioni; ne abbiamo già abbastanza, e bene non fanno.

Con l’auspicio che il dott. Repucci sia presto sostituito da qualcuno in grado di portare avanti queste necessità con professionalità ed efficacia

una studentessa universitaria di perugia

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4 replies on “Prefetto Perugia, a giorni la nuova nomina. Caso Reppucci: polemiche e attestati di stima”

  1. La signora Vincenza ha già commentato e vorrei che il mio commento sia reso pubblico, me ne assumo le responsabilità e quello che ne potrebbe scaturire, dopo tutto quello che ho passato nella vita non mi fa paura più niente: tranne che qualcuno si prenda cura della tomba di mio figlio, cosa che faccio io personalmente manutenzione e tutto il resto. Grazie..

      1. E questa è l’italia, nessuna libertà di parola e a subire siamo saremo sempre noi, e anche voi che fate parte dell’Italia. Se posso permettermi, le chiederei se è possibile mandarmi via email il mio commento. Grazie.

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