di Chia.Fa.
Una task force di esperti per estendere il monitoraggio nella zona e cercare in tempi rapidi di fornire una risposta all’anomalia termica che ha interessato, in particolare, un pozzo privato di San Martino in Trignano dove attualmente l’acqua ha una temperatura di 34 gradi, ma nei giorni scorsi ha raggiunto anche quota 50. Non poteva che avere questo esito il summit a cui hanno partecipato tutti i soggetti e autorità convocati dal dipartimento nazionale di Prociv per fare il punto e individuare una strategia di coordinamento delle indagini in corso, che spetterà al Comune di Spoleto.
Summit: fotogallery
Super esperti Ingv al lavoro: fotogallery
Primi risultati analisi regolari Verosimilmente lunedì il dirigente e la responsabile del servizio Prociv del municipio, l’architetto Giuliano Mastroforti e la dottoressa Fabiani, d’accordo col sindaco Fabrizio Cardarelli, procederanno alla nomina formale degli esperti che seguiranno il caso compiendo nuovi prelievi e mettendo ordine tra i risultati delle analisi fin qui compiuti da Ingv e Arpa. Proprio l’Agenzia regionale per l’ambiente, presenta al tavolo con una delegazione guidata dal dottor Luca Peruzzi, ha portato i primi dati elaborati a partire dai quali è stata esclusa la presenza di inquinanti nelle acque prelevate dal pozzo, ma pure riscontrati valori nella norma per quanto riguarda Ph, concentrazione metalli e conducibilità elettrica. Sono invece attesi gli esiti dei controlli compiuti giovedì pomeriggio dalla ricercatrice e dirigente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, la prof Fedora Quattrocchi che ha anche effettuato controlli specifici sulla presenza del radon, rilevata in concentrazioni anomale nel 2002 nell’ambito di uno studio targato Ase e Università La Sapienza, mentre venerdì sono stati eseguiti altri prelievi di acqua dal pozzo.
Task force per monitoraggio in area più estesa In prima fila anche il dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia che col prof Carlo Cardellini sarà probabilmente tra i soggetti selezionati per la task force che avrà il compito di definire un monitoraggio più esteso sia sul fronte temporale che su quello dell’estensione dell’area. L’obiettivo, come emerso ieri nell’ambito del primo incontro tra i tutti soggetti in campo, è naturalmente avere un quadro più preciso così da poter circoscrivere, al di là dei pozzi, la zona coinvolta dal fenomeno che dovrà essere investigata dai tecnici. Attesi quindi nuovi campionamenti e analisi, anche se tra le funzioni del gruppo di esperti rientrano anche campagne di comunicazione e sensibilizzazione alla popolazione residente.
L’ordinanza Intanto resta in vigore l’ordinanza firmata il 7 dicembre dal sindaco Fabrizio Cardarelli, ieri naturalmente presente al summit, che ha vietato la captazione nei pozzi privati presenti in un raggio di 200 metri da quello in cui è stata riscontrata l’anomalia termica. L’area interessata, si ricorda, va da viale Cerquestrette nel tratto compreso tra i civici 96 e 144 fino a via Ticino dalla chiesa al civico 22 a via Tagliavento dal 2 al 14, passando per via Lago di Garda per esteso e via Lago di Piediluco dal civico 1 al 23.
