Giovanni Pioda

Giovanni Pioda, il medico della polizia che per primo sperimentò in Europa i controlli su strada per gli automobilisti al volante sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, per poi prendere parte al gruppo di studio per la revisione degli articoli 186 e 187 del Codice della Strada, è stato promosso generale. Il decreto, firmato dal capo della polizia Franco Gabrielli, è di poche settimane fa ma decorre dal gennaio 2017 ossia da quando il funzionario medico, oggi dirigente superiore, è stato collocato in congedo.

Trent’anni in Polizia Pioda, perugino di 62 anni, è entrato in polizia nel 1987 e in carriera ha prestato servizio a Roma, Perugia e nell’ultimo decennio a Bologna. Nel periodo di servizio presso la sede di Perugia, nel 1999, ideò e sperimentò per la prima volta in Italia e in Europa, sotto il coordinamento dell’allora questore Nicola Cavaliere, i controlli su strada sui conducenti sotto effetto di sostanze stupefacenti. Ha fatto parte, in qualità di consulente medico-legale, del gruppo di studio per la revisione degli articoli 186 e 187 del Codice della Strada (alcool e stupefacenti alla guida) costituito presso il Ministero dell’Interno. Gli è stata conferita la medaglia di bronzo della Protezione Civile nel luglio 1998 per l’assistenza e soccorso alle popolazioni colpite dal sisma Umbria-Marche (settembre –ottobre 1997). E’ anche stato nominato dal Capo dello Stato Cavaliere all’Ordine Merito della Repubblica Italiana ed Ufficiale della Repubblica.

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3 replies on “Polizia, Giovanni Pioda promosso generale: fu il primo in Europa a sperimentare i controlli antidroga sulle strade”

  1. Grande poliziotto, ma soprattutto grandissimo uomo. Raggruppava in sé tutte le qualità che purtroppo mancavano agli altri medici della questura di Perugia. Umano, intelligente, cordiale, mai una parola fuori posto è sempre disponibile è pronto a cogliere il momento di disagio del collega che si presentava al suo cospetto per un consiglio sia medico che personale. Auguro lunga vita e tanta serenità per tutto il tempo che ci ha dedicato. Grazie di cuore Dottore!!!

  2. Anagraficamente è mio cugino, ma in realtà è un fratello. Siamo nati nella stessa

    casa ed abbiamo condiviso molte vicissitudini familiari.

    Carattere dolce, mai invadente, studioso e responsabile, educato e gentile, sembra

    una persona d’altri tempi.

    Sono molto orgogliosa di lui per tutti i traguardi che ha raggiunto, solo con le sue

    forze e capacità, senza mai vantarsi, da quel grande signore che è.

    Ti voglio bene Generale!

  3. Persona di cuore, sempre disponibile e sempre professionale in servizio e non.

    Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di collaborare con lui per diversi anni. Grazie per

    tutto quello che ha fatto in ambito lavorativo e personale. Lo reputo come uno della

    mia famiglia.

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