Non è un fenomeno particolarmente insolito, per la polizia di Perugia, quello dell’extracomunitario, pluripregiudicato, già sottoposto al provvedimento amministrativo della espulsione dal territorio dello stato il quale, dopo essere stato “fisicamente” accompagnato alla frontiera e quindi rispedito a casa sua, viene poi sorpreso gironzolare per le vie del centro o di Fontivegge, per cui è necessario rifare tutto daccapo.
Il provvedimento La normativa sul contrasto all’immigrazione clandestina, per fortuna, in questo caso prevede l’arresto in flagranza di reato, all’esito del quale, però, il clandestino, invitato nuovamente a lasciare il territorio nazionale, difficilmente lo esegue: per ovviare a questo inconveniente, è necessario dare esecuzione ad un nuovo provvedimento di espulsione firmato dal Questore, rinunciando a sottoporlo a processo. E’ quello che è stato fatto nel pomeriggio di ieri dagli uomini della squadra Mobile – sezione Seconda ‘Contrasto alla criminalità diffusa’, diretti da Marco Chiacchiera e coordinati da Roberto Roscioli, in questo caso a carico di un magrebino.
La vicenda Gli agenti della Mobile, durante il loro solito giro perlustrativo e di monitoraggio della zona della stazione centrale, a Fontivegge, si sono imbattuti in un giovane pregiudicato tunisino, una vecchia conoscenza il quale, avendo anch’egli riconosciuto i poliziotti, nonostante fossero in borghese si è dato alla fuga, disperatamente, cercando di far perdere le sue tracce, magari in un vicolo o all’interno di qualche condominio. Niente da fare: nonostante l’agilità gli agenti sono riusciti a bloccarlo nella vicina via Campo di Marte, dove l’hanno identificato per El Abidi Aman Allah, tunisino di 30 anni, ed accompagnato in questura per ulteriori accertamenti.
I precedenti Immediato e decisivo il responso della banca dati: il fermato risultava essere già destinatario di un provvedimento espulsivo, addirittura materialmente eseguito con accompagnamento alla frontiera aerea. Il clandestino, lo scorso settembre 2014, non solo perché sprovvisto di qualsiasi titolo per la permanenza in Italia ma soprattutto in virtù dei suoi numerosi e gravi precedenti, era stato colpito da un provvedimento del prefetto, poi eseguito con atto del questore di Perugia, con il quale è stato accompagnato al Cie di Roma Ponte Galeria. Dal Cie, qualche settimana dopo, era stato direttamente trasferito a Fiumicino dove era stato poi messo su un aereo di linea ed accompagnato fino in Tunisia.
L’intervento Il tunisino è stato pertanto sottoposto immediatamente all’arresto in flagranza di reato. Tuttavia, d’intesa con il pm di turno Miliani, è stata disposta la sua immediata scarcerazione, previo nulla-osta, per la successiva e ulteriore espulsione. A stretto giro, grazie alla collaborazione dell’ufficio Immigrazione, diretto da Maria Rosaria De Luca, il tunisino è stato accompagnato in un centro di Identificazione ed espulsione per essere poi nuovamente rispedito in Tunisia. Giunto clandestinamente sulle coste di Lampedusa nel marzo 2011, annovera diversi precedenti, ovviamente, per violazione delle norme sull’immigrazione, nonché per droga: nel novembre 2011, infatti, l’ufficio “Volanti” di Perugia lo aveva arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
