di Iv. Por.
Il Tar dell’Umbria, con decreto pubblicato lunedì 10 ottobre, sospende la revoca dell’autorizzazione al funzionamento di comunità educativa residenziale per minori (con conseguente cessazione immediata di attività) nei confronti della cooperativa sociale Piccolo Carro, al centro di un’indagine della procura per i casi allontanamento delle minori da una struttura gestita a Bettona e poi morte (Daniela Sanjuan e Sara Bosco) e di aspre polemiche sulla questione delle autorizzazioni a prestare opera assistenziale.
Sospesa cessazione attività Il giudice amministrativo accoglie il ricorso del Piccolo Carro, difeso dagli avvocati Massimo Marcucci e Mario Rampini, contro il Comune di Assisi nei confronti della Regione Umbria e Usl Umbria 1, non costituti in giudizio. Viene così sospesa l’efficacia della determinazione dirigenziale n° 874 del 28 settembre scorso del Comune assisiate con cui veniva revocata l’autorizzazione e si ordinava l’immediata cessazione dell’attività.
Appuntamento al 26 Tra le motivazioni dell’accoglimento del ricorso, il fatto che «la gestione della comunità di accoglienza assolve a servizio che, prescindendo, in questa sede, dalla sua natura giuridica, presenta un evidente profilo di interesse collettivo» e i provvedimenti impugnati avrebbero determinato «la conseguenza immediata del riaffidamento dei minori entro e non oltre il giorno stabilito (9 ottobre)». Azione da evitare poiché «la trattazione collegiale dell’istanza cautelare è possibile solo ad una camera di consiglio successiva a detta data, sicché fino alla stessa non è consentita dilazione». Quindi tutto rimandato alla trattazione collegiale, fissata dal Tar nella Camera di consiglio del 26 ottobre prossimo.
