Congelate cartelle Equitalia (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Effetto domino. E’ questo il rischio che aleggia su almeno cinque Comuni dell’Umbria da quando il Consiglio di Stato, mercoledì sera, ha annullato il Piano regolatore generale della città del Festival, non riconoscendo le disposizioni in termini di compatibilità sismica contenute nella legge regionale 31 del 1997 che detta le regole in materia di pianificazione urbanistica.

Nodo legge 31 del 1997 In particolare, la sentenza ha respinto l’articolo 10 comma 2 della legge che assegna al consiglio comunale il compito di approvare i complessi studi di microzonizzazione. I giudici, infatti, ritengono che la legge regionale 31 demandi sì ai Comuni una serie di competenze in materia, ma non specificatamente quella relativa al parere sismico, il cui riferimento normativo resta la legge dello Stato 64 del 1974 e quella regionale del 1982. Ergo, soltanto nel 2005 con la legge regionale 11 la palla è definitivamente passata nella mani dei consigli comunali.

LA SENTENZA DEL TAR

Effetto domino In questo quadro, si riflette tra Regione e Provincia, la sentenza del Consiglio di Stato rischia di mettere in discussione tutti gli strumenti urbanistici adottati in Umbria tra il 1997 e il 2005, aprendo una voragine che urge sanare. Per ora, in altre parole, il problema riguarda esclusivamente Spoleto, ma in linea teorica potrebbe allargarsi a macchia d’olio, travolgendo almeno altri cinque municipi. Dalla Regione cercano di tranquillizzare, assicurando che in mano si hanno tutti gli strumenti per arginare la problematica, spiegando che allo stato attuale parlare di un effetto domino non è verosimile.

Città in allarme Ma la vicenda è particolarmente attenzionata. Anche perché un assaggio dei devastanti effetti che la sentenza rischia di causare, lo si sta avendo a Spoleto in questi giorni dove imprese edili in attesa di concessioni edilizie rischiano di essere messe in ginocchio dallo stop alle pratiche che, giocoforza, il Comune dovrà nuovamente disporre. Preoccupazione massima anche tra i cittadini proprietari di immobili realizzati sulla base del Prg annullato, ma anche per quelli pronti a costruire dopo tante fatiche la proprie casa. Inutile dire che attori di primissimo piano sono anche gli ordini professionali, geometri e ingegneri in testa.

Summit a Palazzo Nel tardo pomeriggio di venerdì in municipio ha fatto capolino uno dei due avvocati nominati a inizio 2013 dal Comune per sbrogliare la pesante grana, il professor Antonio Bartolini che, al pari di del sindaco Benedetti e dell’assessore Juri Cerasini, ha avuto fitte interlocuzioni con la Regione. Il sindaco Daniele Benedetti incontrerà la presidente Catiuscia Marini nei prossimi giorni e probabilmente martedì o mercoledì sarà convocata una conferenza dei capigruppo allargata a rappresentati di categorie e ordini professionali, ma anche a Provincia e Regione.

I cittadini ricorrenti L’incontro servirà per vagliare le soluzioni sananti praticabili e individuare la soluzione che le parti riterranno più idonea per sanare la voragine urbanistica aperta dalla sentenza di secondo grado. Intanto ieri sono tornati a dire la loro anche alcuni dei cittadini che hanno fatto ricorso per l’annullamento del Prg: «L’anno scorso abbiamo chiesto formalmente al sindaco di trovare una soluzione condivisa per evitare quello che è poi successo, ma a questa richiesta non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta, chiediamo quindi al primo cittadino di spiegare come mai non si è cercato un accordo bonario».

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