di Ivano Porfiri e Maurizio Troccoli
E’ stato recuperato intorno alle 16 il corpo senza vita di Ugo Baiocco, il pescatore di circa 75 anni, le cui ricerche erano in corso dalla mattina di giovedì nelle acque del lago Trasimeno, in località Sant’Arcangelo. L’uomo era caduto dalla sua barca circa a 200 metri al largo del centro ittiogenico della Provincia di Perugia, vicino al villaggio Italgest. Il pm Mignini ha disposto l’autopsia, anche se non ci sono dubbi che si tratti di un incidente che ha portato all’annegamento.
L’allarme e le ricerche L’allarme ai vigili del fuoco è arrivato alle 12.17. Sul posto è stata subito inviata una squadra dei vigili del fuoco provvista di apposito gommone e di personale abilitato nelle tecniche fluviali. Alle 16 erano ormai pronti ad entrare in azione anche i sommozzatori dei vigili del fuoco fatti arrivare da Roma con particolari mezzi per la ricerca non acque con scarsa visibilità. Alle ricerche hanno preso parte oltre a vigili del fuoco uomini e mezzi della polizia provinciale di Perugia e dei carabinieri.
Uno dei veterani Baiocco, molto conosciuto e stimato nella zona e fin dalle prime ore dalla scomparsa molte persone e una grande commozione si sono radunate intorno al molo di Sant’Arcangelo. Veniva considerato uno dei veterani del lago, era uscito come ogni giorno nel corso della mattinata per andare a pesca. Lo ha fatto per una vita intera: Baiocco per 30 anni è stato presidente della cooperativa dei pescatori di Sant’Arcangelo, di cui è stato anche fondatore. Inoltre, è stato militante storico e dirigente locale del Partito comunista italiano. Lascia la moglie e due figli, un maschio e una femmina.
Il testimone: «Tutte le barche erano senza motore» Intorno a mezzogiorno due ragazzi che erano nel villaggio Italgest hanno sentito un urlo provenire dal lago: Baiocco era già caduto dalla barca. Uno dei due racconta a Umbria24.it: «Ho sentito delle urla forti, c’era molto vento e ho impiegato di un po’ di tempo per capire che si trattava di una persona bisognosa di aiuto caduta in acqua. Poi mi sono avvicinato al lago l’ho visto con i miei occhi che si dimenava con le braccia urlando aiuto. Io, anche per rassicurarlo, gli ho fatto segno con le braccia per fargli capire che qualcuno si era accorto di lui, magari questo gesto poteva tranqullizzarlo, però lui ha continuato a urlare mentre io cercavo una imbarcazione per raggiungerlo. Purtroppo erano tutte senza serbatoio e quindi era impossibile per noi agire nell’immediato. Quindi ci siamo subito diretti verso il comando della polizia provinciale».
«Ha urlato aiuto per un quarto d’ora» Tornando a Baiocco, il giovane sostiene che «ha urlato almeno per un quarto d’ora, ne sono sicuro, lo abbiamo sentito per almeno un quarto d’ora, credo che sia andato giù proprio perché non ce l’ha fatta a resistere ancora. Il freddo credo si stato fatale». Tra i testimoni, molti si chiedevano anche come mai ci sia voluto tanto tempo per raggiungere il punto dove si trovava Baiocco, dato che il molo è così vicino.
Trovò Narducci Ugo Baiocco è uno dei pescatori che la mattina del 13 ottobre 1985 vide e ripescò il corpo di Francesco Narducci, il medico perugino su cui per tanti anni si è indagato a proposito dei delitti del mostro di Firenze. Alle 7.30 di quel giorno, disse lo stesso Baiocco al gip Marina De Robertis il 17 febbraio 2006, scorse sul lago «un monte di erba e sotto un corpo grosso, fuori del normale. Esclamai: non sarà mica il corpo del professore? Era come se fosse seduto sull’acqua, affiorava dallo sterno in su, leggermente pendente all’indietro. Il volto era nero, tumefatto e gonfio, tanto che quasi non si vedevano gli occhi». Sulle condizioni del cadavere Baiocco al giudice disse: «non so se dalla bocca o dal ventre, vi fu una puzza indescrivibile, tanto che i carabinieri dovettero mettersi una garza al naso e alla bocca».
La maledizione di SantArcangelo Il giorno che trovò Narducci, Baiocco era insieme al cognato Arnaldo Budelli, marito di sua sorella. Circa dieci anni fa anche Budelli trovò la morte nel lago. Triste destino comune ai due compagni pescatori. Un pescatore oggi sul molo di Sant’Arcangelo racconta tra l’altro a Umbria24.it (guarda l’intervista video) che ricorda bene quel giorno del 1985 quando vide i due cognati scossi e in lacrime per aver dovuto essere protagonisti di quel ritrovamento. Ironia della sorte vuole, tra l’altro, che oggi il magistrato di turno sia lo stesso Giuliano Mignini che per anni ha indagato sul caso.
La vicenda giudiziaria del cadavere di Narducci Il corpo del gastroenterologo perugino fu avvistato a largo di Isola Polvese e venne portato sul pontile di Sant’Arcangelo. All’epoca non fu effettuata nessuna autopsia sul corpo di Francesco Narducci e la morte fu archiviata come annegamento. Un giallo riaperto nel 2002, a seguito di una telefonata ricevuta da una donna di Foligno. Dall’altra parte della cornetta parole di minaccia: «verrai uccisa e seppellita come l’amico di Pacciani…del Lago Trasimeno. Sarai uccisa come i traditori di Pacciani e il grande medico; finirai come i traditori di Firenze e il grande dottore Narducci». L’episodio convinse il pm Mignini a riaprire l’inchiesta sul medico perugino. Secondo la tesi del magistrato il corpo di Narducci sarebbe stato scambiato dopo il ritrovamento, per evitare che si pensasse a un omicidio. Per Mignini, in occasione del recupero del corpo sarebbero state compiute diverse irregolarità e nel corso delle indagini è stato svolto un incidente probatorio davanti al gip nel quale è stato sentito anche Baiocco. Al giudice il pescatore, nel febbraio del 2006, spiegò che non conosceva di persona Narducci ma di avere pensato a lui quando trovò il corpo perché le ricerche del medico (uscito in barca) erano ormai in corso da cinque giorni. Al termine dell’indagine il gip ha archiviato, su richiesta dello stesso pm, l’indagine per omicidio (a carico di quattro persone), mentre un altro giudice ha prosciolto una ventina tra familiari e pubblici ufficiali che il magistrato aveva chiesto di processare per le presunte irregolarità in occasione del ritrovamento del cadavere.


SANT’ARCANGELO NON SI DIMENTICHERA’ MAI DI TE!!
CIAO UGO!