I vigili del fuoco stanno conducendo le ricerche

di Ivano Porfiri e Francesca Marruco

Sono in corso da parte dei vigili del fuoco, della polizia provinciale di Perugia e dei carabinieri le ricerche di un uomo nelle acque del lago Trasimeno, in località Sant’Arcangelo. Per la precisione, l’incidente è avvenuto al largo del centro ittiogenico della Provincia di Perugia, a non più di 200 metri dal camping Italgest.

Uno dei veterani Si tratta Ugo Baiocco,  un pescatore di circa 75 anni, molto conosciuto nella zona e considerato uno dei veterani del lago, che era uscito come ogni giorno nel corso della mattinata per andare a pesca. Baiocco per 30 anni è stato presidente della cooperativa dei pescatori di Sant’Arcangelo.

Un urlo dal lago Intorno a mezzogiorno due ragazzi che erano nel campeggio Italgest hanno sentito un urlo provenire dal lago: Baiocco era già caduto dalla barca. Uno dei due ha tentato di scavalcare verso il centro ittiogenico per prendere una barca ma non c’è riuscito. L’altro è corso verso la cooperativa di pescatori ma non è riuscito neppure lui a trovare una barca. Quando finalmente i compagni della cooperativa dei pescatori sono giunti sul posto hanno visto che la barca era rovesciata. Un’ipotesi è che si sia ribaltata dato che oggi il lago è molto agitato per via del vento.

Sub in azione Alle ricerche partecipano i sommozzatori dei vigili del fuoco, ma le condizioni del lago sono particolarmente difficili e insidiose: il lago è mosso e torbido.

Trovò Narducci Ugo Baiocco è uno dei pescatori che la mattina del 13 ottobre 1985 vide e ripescò il corpo di Francesco Narducci, il medico perugino su cui per tanti anni si è indagato a proposito dei delitti del mostro di Firenze. Alle 7.30 di quel giorno, disse lo stesso Baiocco al gip Marina De Robertis il 17 febbraio 2006, scorse sul lago «un monte di erba e sotto un corpo grosso, fuori del normale. Esclamai: Non sarà mica il corpo del professore? Era come se fosse seduto sull’acqua, affiorava dallo sterno in su, leggermente pendente all’indietro. Il volto era nero, tumefatto e gonfio, tanto che quasi non si vedevano gli occhi». Sulle condizioni del cadavere Baiocco, che era insieme al cognato Arnaldo Budelli, al giudice disse: «non so se dalla bocca o dal ventre, vi fu una puzza indescrivibile, tanto che i carabinieri dovettero mettersi una garza al naso e alla bocca». Ironia della sorte vuole che oggi il magistrato di Turno sia lo stesso Giuliano Mignini che per anni ha indagato sul caso.

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