Disagio e aumento delle spese. Sarebbero queste, secondo i vigili del fuoco del Cisal, le conseguenze della riorganizzazione scattata lo scorso maggio in provincia di Perugia su disposizione del dirigente provinciale. «Una scelta sbagliata – dicono – che ha generato un grande malumore».
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Lo sciopero I vigili del fuoco hanno incrociato le braccia dalle 12 alle 14. «Noi lavoratori stiamo subendo un sopruso che ci mette in seria difficoltà – spiega il segretario regionale Vincenzo Filice -. Non siamo qui per chiedere soldi, ma perché siamo preoccupati per il soccorso: dopo la rivoluzione che il dirigente ha messo in atto nel nostro comando non vi è più pace tra i lavoratori, serpeggia il malcontento».
Proteste continuano Le proteste riguardano gli spostamenti di vigili del fuoco tra i comando centrale di Perugia e i vari comandi locali, anche di personale con molti anni di servizio. «Questo – spiegano i manifestanti – è solo l’inizio delle proteste, che saranno anche più eclatanti finché il dirigente non verrà allontanato e tutto tornerà alla normalità. Per senso di responsabilità continueremo a garantire il soccorso tecnico urgente, ma questa situazione non può più andare avanti».
Costi aumentati Tra i danni collaterali della riorganizzazione anche l’aumento dei costi come quello del carburante per gli spostamenti da una sede all’altra, tanto che si ipotizza anche di presentare un esposto alla Corte dei conti.
