di Francesca Marruco
Spacciavano in media cento dosi di eroina al giorno. Una ventina a testa. Per un incasso medio giornaliero di quattro mila euro al giorno. Per questo, al termine di due mesi di indagine, i carabinieri del nucleo investigativo- reparto operativo di Perugia, hanno arrestato cinque tunisini accusati di spaccio continuato. Solo eroina, roba buona, messa principalmente sul mercato di piazza del Bacio e le zone limitrofe. Salvo poi, negli ultimi giorni, spostarsi anche ai baracconi, o il fine settimana al Red Zone.
Ai baracconi Tre arrestati sono stati presi proprio nella zona dei baracconi. I carabinieri del reparto operativo di Pierugo Todini, li hanno seguiti e intercettati per due mesi, arrivando a dimostrare uno spaccio continuo e capillare. Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati 60 grammi di cocaina e sono state segnalate 30 persone alla prefettura come assuntori, tutti italiani, provenienti non solo dall’Umbria, ma anche da Siena, Viterbo e Rieti.
Affitti in nero Tutti e cinque irregolari e molto giovani, vivevano in appartamenti affittati in nero nella zona della stazione. Tutti pregiudicati, si muovevano con disinvoltura nel mercato di spaccio perugino. Uno di loro, ai domiciliari in un appartamento nella zona di corso Cavour, gestiva da lì lo smercio di droga. Nelle loro abitazioni sono stati rinvenuti soldi contanti e sostanza da taglio.
Accoltellamenti Uno degli arrestati era anche stato vittima di un accoltellamento nella zona della stazione, e un altro di loro è sospettato invece di aver accoltellato qualcuno. Ma le indagini continuano nel massimo riserbo. I cinque erano stati fermati su disposizione del pm Paolo Abbritti e mercoledì mattina il gip ha convalidato il loro fermo.
Spaccio continuato per restare dentro «Li abbiamo seguiti per due mesi per dimostrare lo spaccio continuato, e per far si – ha spiegato il tenente colonnello Pierugo Todini in conferenza stampa – che non vengano scarcerati dopo la direttissima. L’unico modo per tenerli dentro è dimostrare più cessioni di sostanza stupefacente, e noi ne abbiamo documentate parecchie».
