La cera sciolta sull'altare

di Iv. Por. ed En.Ber.

Danneggiata la ‘Cappella degli infermi’ del vecchio ospedale di Monteluce. Durante la notte tra martedì e mercoledì alcuni vandali sono entrati nella chiesa rovinandone gli arredi. Oltre ad un testo sacro bruciato e alle evidenti colature di cera sull’altare la polizia ha notato i numeri «666» incisi probabilmente con un coltello su una panca e su una porta. Rito satanico oppure semplice atto vandalico? Indaga la Digos di Perugia.

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Vandali in azione Ad accorgersi dell’accaduto è stato un capocantiere poiché nella zona sono in corso alcuni lavori: sul posto si sono portati i vigili del fuoco e la polizia per le indagini, oltre ai funzionari della Regione, proprietaria del bene. Secondo le prime informazioni con il fuoco sono stati compiuti atti sacrileghi, rovinando panche e arredi vari. La Digos (diretta dal vicequestore Pierandrea Taurelli), la polizia scientifica e la squadra volante della questura sono al lavoro per risalire agli autori del gesto. Sono stati effettuati anche rilievi in quella cappella ormai inutilizzata dal 2007.

Questore sul posto Anche il questore Francesco Messina è andato di persona a verificare la situazione. «La prima impressione è che si tratti di uno sfregio». Non ci sono scritte e l’impressione è quella di un “lavoro” fatto da più persone. «La Digos – ha aggiunto Messina – procederà con indagini serrate. Bisogna capire anche cosa succede qui intorno. Fa impressione vedere oggetti di culti ridotti in questo modo». Sopralluogo anche del vescovo ausiliario di Perugia, Paolo Giulietti, che ha parlato di «gesto di balordi».

Forse riti satanici Sul posto anche Massimo Duranti, presidente degli Archivi Dottori. «Hanno incendiato il messale e diversi legni per sciogliere una strana cera rossa sull’altare – spiega a Umbria24 -. È un’ipotesi assurda ma sembra essersi svolto una specie di rito satanico, dato che si vede la colatura di questa cera rossa. Inoltre hanno distrutto banchi, candelabri e altri arredi». Duranti si è subito recato sul posto in quanto la Cappella ospita un affresco del maestro Gerardo Dottori, proprio sopra l’altare. «Al momento non possiamo dire se sia stato danneggiato – afferma Duranti – in quanto i vigili del fuoco stanno sgombrando la chiesa dal fumo. Verificheremo, anche se sembra non ci siano danni evidenti ai dipinti. Invece gli arredi hanno subito danni ingenti. La Regione aveva da poco fatto ripulire la Cappella, che era sporca e invasa dal guano dei piccioni. Hanno fatto uno scempio». Il sospetto della polizia, invece, è che si tratti più di un atto vandalico che di un rito satanico.

Marini: «Atto che indigna» «Un atto molto grave che ci lascia esterrefatti ed amareggiati», quanto avvenuto secondo la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. Informata del danneggiamento avvento la notte scorsa, ha voluto esprimere «la più ferma condanna di simili atti vandalici. Mi provoca molta indignazione ed amarezza il fatto che un edificio di culto, come la Cappella di Monteluce, che ha anche un grande valore culturale per gli affreschi che lì sono stati realizzati da Gerardo Dottori, venga fatto oggetto di tali atti che offendono il nostro patrimonio culturale, già profondamente ferito a causa degli eventi sismici». Marini ha quindi aggiunto di confidare nell’azione degli inquirenti per accertare gli autori del danneggiamento. Sul posto, per un sopralluogo, si è recato l’assessore regionale Antonio Bartolini, titolare della delega al patrimonio regionale.

L’assessore Severini «La notizia dello scempio e della profanazione della Cappella dell’ex Policnico di Monteluce, – afferma l’assessore comunale Teresa Severini – dove Gerardo Dottori realizzò nel 1943 un importante ciclo pittorico, crea stupore e indignazione. Le immagini restituiscono un accanimento nella distruzione degli arredi e una profanazione dei medesimi. Il messale bruciato e segni inquietanti lasciati sull’altare con cera rossa colata, fanno venire in mente rappresentazioni macabre e non solo vandalismo. Purtroppo, anche il murale di Dottori sopra l’altare con la “Salus infirmorum” ha subito danni in più parti per i colpi inferti. Per il resto, le pitture di Dottori della calotta absidale non sembrano essere stati toccate, ma si attendono i risultati delle indagini della scientifica prontamente intervenuta, così come il questore e la Soprintendenza. Il Comune di Perugia, nel 1995 provvide al risanamento della calotta e al restauro di tutto il ciclo, con la partecipazione dei frati della Cappellania per salvaguardare questo unicum. Parimenti, nella progettazione della Nuova Monteluce, la chiesa è stata salvaguardata e sono state anche poste condizioni per la sua risistemazione esterna. Ci si augura che si faccia presto piena luce su questo brutto episodio, la cui tipologia sembrava essere da tempo estranea alla nostra città».