di Fra. Mar.

Un’aggressione brutale. Umiliante e dolorosa. Accadde nell’agosto dello scorso anno. Erano in macchina insieme ai figli, di ritorno dalla festa di un matrimonio. Lui aveva bevuto troppo e in macchina, lungo il tragitto verso casa, aggredisce la moglie picchiandola violentemente davanti ai figli.

Chiede aiuto Arrivati a casa, la donna aspetta che il marito prenda sonno e poi, senza farsi scoprire, esce di casa e corre in ospedale a farsi curare quelle ferite che lui le aveva procurato. Lui il giorno dopo si allontana da casa e da Perugia e tornerà solo quando viene arrestato. L’episodio di quella notte che la donna si decide a denunciare è come scoperchiare il vaso di Pandora: la signora racconta di anni di maltrattamenti.

Condannato Il pm Gemma Miliani non ci pensa due volte a chiedere e ottenere una misura cautelare per il marito violento, che tutt’ora è in carcere. La donna ripete tutte le accuse anche in sede di incidente probatorio e per l’uomo la procura chiede il giudizio immediato. A quel punto l’imputato, difeso dagli avvocati Marco e Guido Rondoni, opta per una richiesta di patteggiamento. Un patteggiamento con una pena decisamente esemplare per un rito abbreviato: tre anni e sei mesi. Adesso quel patteggiamento è passato anche del vaglio del gup Giangamboni. E’ possibile che la moglie, costituita parte civile, intraprenda un’azione civile per ottenere un risarcimento.