di Francesca Marruco
L’ha avvicinata dicendole «bella», «vieni con me», «stai tranquilla». Ma quell’invito, alle quattro di mattina in via Pinturicchio era un chiaro segnale di pericolo. Tanto che lei cerca subito di scappare mettendosi ad urlare. Pensando di aver scampato il pericolo si avvia verso casa sua. Ma il marocchino 30enne l’ha inseguita nuovamente in corso Bersaglieri, stavolta però con un coltello in mano. Le ha toccato la schiena, il braccio, la spalla, vuole un rapporto sessuale e le punta un coltello sull’addome.
Il coltello A quel punto la giovane russa si sente persa e in un primo momento segue il suo aggressore in un vicolo pensando magari che ribellandosi le sarebbe andata peggio. Una volta lì però, facendo appello a tutto il suo coraggio, riesce a divincolarsi e a lottare con lui, fin quando non guadagna una via di fuga. Ne esce ferita, l’uomo la colpisce al braccio col coltello. Ma anche lei riesce a farlo ferire, e quel taglio sarà fondamentale per il suo arresto avvenuto giovedì mattina ad opera della squadra volante della questura.
La fuga Dopo essere riuscita a scappare dal suo aggressore, M.B., con precedenti penali per droga, che prima l’ha avvicinata in via Pinturicchio, e poi l’ha nuovamente bloccata in corso Bersaglieri, la ragazza, una studentessa dell’università per stranieri di origine russa, ha chiamato aiuto. Poi è andata al pronto soccorso. Lì le è stata refertata una ferita d’arma da taglio sull’avanbraccio destro, con una prognosi di otto giorni.
Riconosciuto Le ricerche dell’aggressore sono iniziate immediatamente: sono stati i poliziotti del posto fisso di polizia in centro storico a riconoscere l’aggressore poche ore dopo l’accaduto. Lo ha spiegato il nuovo dirigente della squadra volante della questura di Perugia Adriano Felici, durante una conferenza stampa venerdì mattina: «I colleghi del posto fisso hanno visto le riprese delle telecamere a circuito chiuso del Comune e lo hanno riconosciuto: lo avevano fermato e controllato il giorno prima e aveva ancora gli stessi abiti quando ha aggredito la ragazza».
Trovato Pochi minuti dopo i poliziotti erano davanti al portone del palazzo in cui vive in via Fabretti: delle tracce di sangue conducevano dritto dritto alla porta del suo appartamento. Gli hanno bussato ma lui non ha aperto. Allora sono arrivati anche i vigili del fuoco. Quando poi l’uomo ha capito che stavano forzando la porta, ha aperto. In casa c’era altro sangue, sugli abiti e nel letto.
In carcere Il marocchino – che tra l’altro aveva un divieto ad uscire dalle 22 alle sette del mattino – è stato portato in questura e lì, la giovane studentessa russa, lo ha riconosciuto individuandolo il suo volto in un book fotografico. Il pubblico ministero di turno Paolo Abbritti ne ha disposto il fermo e il 30enne è stato trasferito in carcere a Perugia con le accuse di violenza sessuale e lesioni. Un’operazione lampo, che in poche ore ha portato l’aggressore dietro le sbarre. Perchè, come ha detto il nuovo questore Carmelo Gugliotta che ha elogiato il lavoro dei suoi uomini in conferenza stampa, «è importante dare subito risposte concrete ai fatti negativi che accadono in città, altrimenti si rischia di farli diventare un fenomeno».
