di Ivano Porfiri
Un elenco di 156 nomi tra le migliaia di dispersi tra i lager del Terzo Reich. Sono i deportati perugini morti nei campi di sterminio della Germania nazista. Trovati grazie al lavoro certosino di Roberto Zamboni, nipote di un deportato italiano. In occasione della Settimana della Memoria, Umbria24.it ne pubblica l’elenco completo.
Il lavoro di Zamboni Roberto Zamboni ha dedicato la sua vita a trovare il luogo di sepoltura di tanti che si credevano dispersi, morti, ma senza che dei loro corpi si sapesse nulla. La sua ricerca ha consentito di rintracciare oltre 15 mila civili e militari dispersi sul suolo tedesco, austriaco e polacco. Zamboni, man mano che gli elenchi si completano, sta divulgando i loro luoghi di sepoltura attraverso il portale «Dimenticati di Stato» (http://www.robertozamboni.com/). Il lavoro procede per province: Perugia è stata completata, Terni ancora manca all’appello ma presto avrà il suo elenco.
I 156 perugini Perugia, come detto, è tra le province già «censite». Nell’elenco spiccano i 17 nomi di eugubini, comune con il maggior numero di deportati rintracciati. Seguono i 14 di Perugia e Città di Castello. Sette sono, invece, di Castiglione del Lago, Foligno e Spoleto. Ma anche piccoli centri come Monte Santa Maria in Tiberina hanno pagato il loro scotto di vittime: 5 sono state rintracciate da Zamboni.
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Bevagna riabbraccia Quinto Grazie agli elenchi di Zamboni è stato possibile il rientro in patria di molte salme, che hanno potuto così ricevere una degna sepoltura. Tra queste, quella di Quinto Barboni, nato il 7 marzo 1923 a Bevagna e morto il 30 marzo 1944. Sepolto ad Amburgo, nei mesi scorsi la sua salma è stata riportata in Umbria. In un commento, il nipote Nico Barboni dice: «grazie al vostro aiuto ieri mio zio è tornato nel suo paese di nascita, un grazie di cuore in particolare all’amico Franco Roscini».
Il lavoro di Roscini Franco Roscini, perugino di 74 anni, ha dedicato con sua madre tanti anni alla ricerca della salma del padre Alberto, morto in un bombardamento a Bensberg il 12 aprile del 1945. Ancora in attesa di individuare e riportare a casa la salma del padre, si è prodigato a divulgare la lista di Zamboni, chiamando uno per uno tante delle famiglie dei 156 perugini. Tanti lo hanno maltrattato, forse per scetticismo, altri, come la famiglia Barboni, ne hanno ascoltato i consigli, riuscendo a riavere la salma del parente. Da questo il ringraziamento del nipote Nico.

