La chiesa di Sant'Agostino, a Perugia, dove opera padre Fernando

di Maurizio Troccoli

«Subisco ritorsioni, minacce fisiche e verbali e se non pago accade di tutto». Padre Fernando chiede aiuto attraverso il Giornale dell’Umbria, in una intervista pubblicata mercoledì. Padre Fernando Sulpizi è il parroco 76enne della chiesa di Sant’Agostino in corso Garibaldi, a Perugia.

Alcuni particolari della sua testimonianza «In questa chiesa ormai sono rimasti soltanto alcuni anziani, gli spacciatori, i drogati e qualche alcolizzato. Entrano dentro la chiesa a tutte le ore. Chiedono i soldi e io sono costretto a darglieli se voglio vivere in pace». E’ un racconto drammatico quello di padre Fernando riportato dal Giornale dell’Umbria, il racconto di chi pur essendo coraggioso, pur mettendo la propria faccia, il proprio nome in una storia dagli sviluppi imprevedibili e dai contorni tragici, si sente disarmato e isolato nell’affrontare una violenza quotidiana, fatta di minacce, ritorsioni, sofferenze. «Probabilmente ho sbagliato, probabilmente hanno capito che pago e quindi hanno fatto girare voce che possono venire qui e prendere i soldi, ma non ho altri strumenti, sono costretto a farlo. Quando ho provato a dire di no ad un tossicodipendente, mi sono trovato il citofono bruciato e le gomme della macchina squarciate. Hanno anche forzato la porta della chiesa e imbrattato di escrementi le statue dei santi».

Una verità che preoccupa L’insistenza, l’arroganza, la violenza tengono occupato il parroco in una continua attività tesa a tenere a bada chi arriva persino a puntarti un coltello: «Si, mi hanno puntato anche il coltello, ho anche rischiato di reagire e quindi di fare del male o di rischiare una denuncia. Questi entrano in chiesa fanno richiesta di tanti soldi, non bastano i pochi spiccioli delle offerte che prendono spesso, tantomeno le 5, 10 euro che provo a dare loro. No vogliono di più. Vogliono 30, 50 euro e nel pretenderli agiscono in maniera violenta, prendono a calci i banchi della chiesa, lanciano insulti, bestemmiano, minacciano. Sono costretto a vivere in un clima di terrore»

La paura Padre Fernando Sulpizi dichiara di non temere di uscire allo scoperto: «Non ho nulla da nascondere, questa è la pura verità che sono costretto a vivere ogni giorno sulla mia pelle. Basta venire qui di pomeriggio, all’ora dei vespri e accorgersi delle presenze che circondano la chiesa. Paura? No tanto pago il pizzo e mi salvo».

Nulla di penalmente rilevante Il sacerdote, dopo l’intervista, è stato ascoltato in questura e avrebbe ridimensionato le dichiarazioni riportate, da cui non sarebbe emerso nulla di penalmente rilevante.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “Perugia, ricattato dai drogati è costretto a pagare il pizzo per fare il sacerdote: la denuncia di padre Fernando”

  1. A sentire certe storie mi vergogno sempre di più della città in cui vivo.
    Che speranza di salvezza ha la nostra Perugia?
    Viviamo nei nostri problemi quotidiani ignorati da tutte le istituzioni.
    Solo quando vengono alla luce delitti o fatti di importanza rilevanti che rischiano di compromettere la faccia di chi amministra si fà credere di arrestare, ripulire e espellere delinguenti, che sotto la tutela dalle leggi hanno più diritti di noi onesti cittadini.
    Oramai è un gioco che si ripete da troppo tempo e che rischia di annoiare

Comments are closed.