E’ entrato nell’autogrill di Ripa, Perugia e ha puntato un coltello contro la commessa. La donna gli ha dunque consegnato 580 euro. Il rapinatore è subito scappato e la ragazza ha immediatamente chiamato il 112. I carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Perugia, sono riusciti in breve tempo a rintraciare l’autore della rapina e ad arrestarlo. Quello che non si aspettavano probabilmente è la «giustificazione» portata dall’uomo per la sua condotta. Il giovane albanese infatti, dopo aver confessato di essere sempre lui l’autore di un’altra rapina avventa nello scorso ottobre ai danni delo stesso esercizio commerciale, ha detto di farlo perchè ha problemi di ludopatia.
Il fatto C. E., classe 1993, incensurato, operaio, di nazionalità albanese, dopo essere stato arrestato, si trova dunque agli arresti domiciliari, come accordato dal giudice, e verrà sottoposto ad un programma di riabilitazione. La rapina si è verificata giovedì mattina. Erano appena trascorse le 7.30, quando al 112 è arrivata la telefonata di una giovane donna che chiedeva aiuto perché era stata vittima di una rapina commessa da una persona travisata ed armata di un grosso coltello all’interno del bar dell’area di servizio di Ripa sulla SS/318 Perugia/Ancona.
La vittima, di fronte alla minaccia di un coltello era stata costretta a consegnare la somma contante di 580 euro, custodita nel registratore di cassa. Subito dopo l’atto delittuoso, il malvivente si era dileguato fuggendo a bordo di una autovettura, non prima di aver minacciato i clienti presenti. Alcuni di loro, riuscivano comunque a scorgere il modello dell’autovettura sulla quale era salito il rapinatore. Una pattuglia del reparto operativo guidato dal tenente colonnello Pierugo Todini, impiegata nei quotidiani servizi antirapina, è intervenuta dopo appena 15 minuti. Visionando le immagini delle telecamere poste nelle principali arterie stradali – che si ipotizzava potessero essere utilizzate quali vie di fuga – riuscivano, grazie alla sofisticate dotazioni tecniche a individuare alcuni numeri di targa (solo due) e tre lettere della targa.
Beccato I successivi accertamenti tecnici, integrati dall’acquisizione di alcune testimonianze di cittadini presenti nelle immediate vicinanze del luogo della rapina, permettevano, dopo appena un’ora dalla consumazione del grave fatto reato, di localizzare, dapprima, la vettura ed in seguito, l’autore della rapina. Di fronte alle evidenze probatorie, il giovane albanese non ha esitato ad ammettere le contestazioni mosse, fornendo ai carabinieri del reparto operativo una serie di particolari ed elementi determinati che consentivano, in breve, di recuperare l’intera refurtiva, l’abbigliamento usato – nel frattempo il rapinatore si era cambiato indossando altri vestiti- nonché il coltello con una lama di circa 20 cm utilizzato per minacciare l’impiegata.
Accompagnato in caserma e sottoposto a interrogatorio, C.E., dinnanzi al magistrato titolare delle indagini, nel frattempo intervenuto negli uffici di via Ruggia, ha ammesso di essere responsabile non solo di quella rapina ma anche di un’altra commessa, sempre ai danni del medesimo esercizio, nel mese di ottobre, che gli aveva fruttato un bottino di 800 euro.
Ludopatia Il giovane albanese ha cercato di giustificare le sue azioni dichiarando di essere vittima del gioco. In lacrime, ha confessato che da diverso tempo sperperava il proprio stipendio di operaio, dissipando tutti suoi risparmi in slot machine, video poker, scommesse varie. Dipendente dal gioco, nonostante avesse più volte cercato di uscire da tale stretta, da più parti riconosciuta come una vera e propria patologia, onde estinguere i debiti contratti con alcuni amici a causa di tale ludopatia, dopo aver trascorso la notte insonne, di prima ora, per recuperare il contante aveva deciso di rapinare quel bar.
Riabilitazione In precedenza avevano saccheggiato anche gli introiti dell’azienda in cui lavora, il cui titolare, resosi conto degli ammanchi, accertate le cause, aveva deciso di perdonarlo non denunciandolo, consapevole della situazione. Considerato lo stato d’incensuratezza e il fatto che il malvivente ha immediatamente confessato i due reati, è stata disposta, in luogo della detenzione in carcere, la misura cautelare degli arresti domiciliari. In attesa del processo il giovane rapinatore è stato redarguito da Carabinieri a porre fine a queste condotte delittuose, accettando di essere sottoposto a un programma di riabilitazione per soggetti ludopatici.
