di Daniele Bovi
Non proprio un’associazione a delinquere ma un gruppo che con il «mutuo soccorso» e dividendosi i compiti gestiva lo spaccio tra Ponte Felcino, Ponte Valleceppi e il parco Santa Margherita di Corso Cavour, nel pieno centro storico di Perugia. Dopo i «rami bassi» catturati nei giorni scorsi sempre dalla questura del capoluogo grazie all’operazione «Kill shop», la polizia ha messo le mani su quasi tutti i componenti del gruppo che costituiva «il livello strategico, la testa» come l’ha definita sabato mattina in una conferenza stampa il questore Francesco Messina. In tutto si parla di nove misure cautelari, sei eseguite venerdì mentre per gli altri tre la caccia è ancora aperta. Più che altro si tratta di tunisini (tra i 30 e i 40 anni anche se ci sono pure due 20enni), molti già conosciuti dalla polizia e già incarcerati per gli stessi motivi; persone che appena uscite, e fino a poche ore fa, avevano ripreso a trafficare nelle tre zone della città.
L’OPERAZIONE KILL SHOP
MESSINA SU FONTIVEGGE: «ATTI DRACONIANI LASCIANO TEMPO CHE TROVANO»
L’operazione Uno è stato catturato a Ponte Felcino, l’altro a Ponte Valleceppi, due nel parco Santa Margherita, uno a Siena e uno a Milano mentre per il fornitore, proveniente dalla Campania, e per altri due soggetti la caccia è aperta con buone probabilità di chiuderla nelle prossime ore. «Abbiamo alzato il tiro – ha detto Messina – contro soggetti che gestivano la manovalanza; persone con una certa capacità di spostarsi e che organizzavano lo spaccio con criteri di mutuo soccorso. È la parte più importante dell’operazione per risultati e incisività». Tra questo gruppo di magrebini c’era quello che Marco Chiacchiera, capo della squadra Mobile, ha definito un «patto al confine dell’associazione a delinquere, dove i ruoli erano definiti in modo abbastanza preciso». Uno, infatti, si occupava del trasporto, uno faceva il mediatore, l’altro il fornitore e così via. Attraverso quest’ultimo, un campano, questi piccoli grossisti perugini, che spacciavano anche, si rifornivano di droga, soprattutto eroina e in parte minore cocaina.
INTERVISTA AL QUESTORE: «DROGA, IMMIGRAZIONE E TERRORISMO I FRONTI APERTI»
Giro vorticoso Due i sequestri fatti per un totale di circa mezzo chilo di stupefacenti, anche se dagli atti delle indagini emerge un giro vorticoso tanto che due degli arrestati arrivavano a smerciare una cinquantina di dosi al giorno. I carichi recuperati sono di medie dimensioni, anche per evitare rischi ma pure per una capacità notevole di saper leggere le esigenze del mercato che i magrebini hanno. Nordafricani che in città, per quanto riguarda questo settore, «sono stati abbastanza fiaccati anche se mantengono la leadership. Un certo tipo di spaccio a cielo aperto comunque – ha assicurato Chiacchiera – è regredito». «Il contrasto – gli ha fatto eco Messina – sta dando ottimi risultati».
Twitter @DanieleBovi
