Un altro covo pieno di merce rubata. E’ stata la segnalazione di un passante a consentire alla polizia di individuare a San Sisto una “base” di appoggio per una banda specializzata nei furti in abitazione.
La segnalazione e il controllo I poliziotti di quartiere erano stati allertati da un passante di uno strano andirivieni in un appartamento situato in via Rossini, da poco affittato ad alcuni stranieri. Venerdì mattina, gli agenti decidono di effettuare un controllo e suonano alla porta: nessuno risponde anche se i poliziotti sanno che c’è qualcuno. Dopo una mezz’ora di inutile attesa, quando capiscono l’intenzione della polizia di fare ingresso con la forza, aprono.
I cinque All’interno cinque stranieri, un 27enne e una 20enne rumeni, un 24enne e un 19enne albanesi, oltre a una 19enne dalla doppia cittadinanza greca e albanese; apparentemente turisti, da poco arrivati in città, insospettiscono non poco gli agenti per la presenza di passamontagna, scarpe da campagna sporche di fango, abiti scuri.
La refurtiva Gli agenti, coordinati sul posto dal commissario capo Adriano Felici, decidono di perquisire l’appartamento e, ben nascosti nelle varie stanze, trovano un “tesoretto” costituito da molti oggetti di valore: personal computer, 13 orologi, due coppie di gemelli, paia di occhiali, 5 telefoni cellulari, 3 iPad, una televisione, macchine fotografiche, una bomboletta con spray urticante, 5 chiavi di diverse auto e altri oggetti. Dai controlli emerge come la provenienza di alcuni oggetti sia da tre distinte azioni criminali.
Tre colpi In particolare, un televisore, un computer e altri oggetti rubati la mattina precedente da una abitazione di Bettona; l’iPad e altri oggetti sottratti da una abitazione di Assisi il 9 febbraio scorso; un computer e altri oggetti il 22 gennaio scorso in una furto, poi divenuto rapina perché il proprietario ha sorpreso i ladri che lo hanno affrontato per fuggire, a Trevi.
Le manette Visti i fatti e il concreto pericolo di fuga, i cinque sono stati posti in stato di fermo per ricettazione e condotti in carcere a Capanne a disposizione del pm Mario Formisano. Proseguono le indagini sul gruppo insieme alla squadra mobile e alla scientifica.
Appello ai cittadini La polizia invita i cittadini a contattare la questura allo 075/50621 per visionare e richiedere la refurtiva dietro presentazione di denuncia. Ma anche di chiamare il 113 per segnalare persone o situazioni sospette e chiedere un intervento.
