La struttura complessa di Clinica chirurgica pediatrica dell’ospedale S.Maria della Misericordia, centro di riferimento regionale, ha sottoposto in questi giorni ad un complesso intervento una bambina di poche ore di vita, affetta da più malformazioni, delle quali la più grave (atresia esofagea con fistola tra moncone distale e trachea) ne metteva a rischio la sua sopravvivenza.
Alcuni particolari «L’intervento – spiega Antonino Apignani, direttore della Chirurgia pediatrica – che è stato effettuato per via toracica, è consistito nella chiusura della comunicazione tra esofago e trachea e nel congiungimento dei due monconi dell’esofago che terminavano a fondo cieco. Questa operazione, con la interruzione del collegamento bidirezionale tra esofago e via respiratoria, ha consentito di salvare la vita alla paziente e con la creazione della continuità dell’esofago, le darà la possibilità, a breve, di alimentarsi e crescere regolarmente».
Le sue condizioni Attualmente la neonata, primogenita di genitori che risiedono in Umbria, è ricoverata presso l’Utin (Unità di terapia intensiva neonatale), in condizioni che vengono definite «soddisfacenti» dai sanitari che hanno proceduto al delicato intervento, in un centro dove vengono operati neonati e bambini provenienti anche da fuori regione. Le altre malformazioni da cui è affetta la neonata – fa sapere sempre la s.c. di Chirurgia pediatrica del nosocomio perugino, attraverso l’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera – riguardano l’apparato genito-urinario e saranno corrette nei prossimi mesi sempre nello stesso centro.
La fiducia dei medici «Ho motivo di credere – precisa Appignani – che presto, già dopo questi primi mesi di vita, terminato l’iter terapeutico, la piccola potrà avere una qualità della vita ottimale, al pari dei suoi coetanei, che hanno avuto la fortuna di nascere sani».
