La villa del delitto

di En.Ber.

Una nuova perizia psichiatrica su Francesco Rosi, l’agente immobiliare arrestato nel novembre 2015 per aver ucciso a colpi di fucile la moglie Raffaella Presta, è stata chiesta stamani dall’avvocato Laura Modena al gup di Perugia Alberto Avenoso. Il legale dell’imputato contesta alcuni punti della relazione depositata mesi fa dal perito del gip. Secondo l’esperto Martino Traverso, infatti, Rosi è affetto da un «disturbo di adattamento serio ma non tale da incidere sulla capacità di intendere e volere». Il difensore contesta il fatto che Traverso abbia lavorato sugli atti della custodia cautelare: secondo la Modena, infatti, dall’analisi successiva effettuata sui telefoni cellulari della vittima sarebbero venute fuori «dinamiche del rapporto di coppia» non emerse in fase di indagine.

Lo psichiatra e la lesione al timpano Il consulente di parte, lo psichiatra Tarcisio Radicchia, era giunto alla conclusione che la depressione dell’imputato non era maturata in seguito alla carcerazione bensì per le difficoltà vissute nel rapporto con Raffaella. L’avvocato Modena – nel corso dell’udienza a porte chiuse svolta in via XIV Settembre – ha chiesto anche il parere di un otorino per valutare una lesione al timpano che l’agente immobiliare si sarebbe procurato nel corso di un’accesa discussione con la moglie. In ogni modo Rosi – sotto processo con l’accusa di omicidio aggravato dai maltrattamenti – verrà giudicato con rito abbreviato. Prossima udienza il 27 gennaio.

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