Il primo nato nel 2015 in Umbria è un maschietto ed è venuto alla luce con un parto spontaneo a mezzanotte e quaranta a Spoleto e non a Perugia. Si chiama Mohamed ed è il primogenito di mamma Bahija e papà Driss, due giovani ragazzi marocchini residenti a Spoleto da 2 anni.
A Spoleto il primo nato dell’Umbria è Mohamed Ad assistere i neogenitori l’ostetrica Monica Leandri che ha fatto nascere il piccolo Mohamed di 2.830 grammi. Il punto nascite dell’ospedale di Spoleto chiude il 2014 con oltre 500 nati, con 10 parti gemellari di cui metà con parto naturale, circa 150 gestanti provenienti da territorio fuori Asl e il 27% di tagli cesarei globali e il 17% di primi cesarei. Convince la ricetta del parto ‘ ostetricalizzato’ con l’ostetrica che conduce e termina il travaglio e il parto fisiologico, mentre viene incoraggiato il parto spontaneo dopo cesareo (VBAC) e l’assistenza al podalico con riduzione della medicalizzazione a favore della naturalità. Si conferma la scelta del punto nascita spoletino per chi vuole un parto naturale ma in sicurezza, con circa 10% di travaglio e parto in acqua e 5 nati con lotus birth.
A Perugia Benvenuta Margherita La prima nata dell’ospedale di Perugia è, invece, Margherita quinta figlia di una coppia di trentacinquenni di Perugia. La piccola, di 3.500 grammi, è venuta alla luce alle 6.20 assistita dalla dottoressa Laura Giannone e dalla ostetrica Rosalinda Babini. Per gli ultimi nati del 2014 si segnala la nascita di Bianca nell’ospedale di Castiglione del Lago, nella Media Valle del Tevere a mezzogiorno di mercoledì è venuta al mondo Laura Maria di Assisi. All’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino l’ultimo nato nel 2014 è l’eugubino Tommaso, venuto alla luce alle 13.20, a Città di Castello, invece, alle ore 22.27 di mercoledì è nata Viola, residente nel comune Città di Castello. Nel 2014 i nati sono stati 1.989 con 1.944 parti (rispettivamente -3,21% e -2,75% rispetto al 2013 ). I parti gemellari sono stati 43, dieci in meno rispetto al 2013. Le madri straniere sono state 502 (il 25,84%, dato pressoché sovrapponibile a quello del 2013). L’unico continente non rappresentato è l’Oceania, mentre le nazioni più rappresentate sono Romania, Albania, Moldavia e Marocco.
PARLA MAMMA DEBORA: «OGNI VOLTA UN’EMOZIONE DIVERSA»
I numeri I dati qualificanti dell’anno appena trascorso – osserva il dottor Giorgio Epicoco, responsabile del reparto di Ostetricia e ginecologia del Santa Maria della misericordia di Perugia – sono rappresentati dalle gravidanze ad alto rischio, che rappresentano ormai circa il 40% dei parti del nostro ospedale. Oltre 150 donne sono arrivate alla nostra osservazione trasferite o inviate direttamente da ospedali di primo livello, mentre il reparto di Neonatalogia ha accolto 76 neonati di altri ospedali, 31 dei quali in Terapia intensiva e 45 in Patologia neonatale». Il neonato più piccolo alla nascita pesava appena 460 grammi e da qualche giorno è stato trasferito dalla Terapia intensiva a quella sub-intensiva, e i sanitari sono fiduciosi della possibilità di essere dimesso in breve tempo, dopo tre mesi di ricovero. Il neonato più precoce è venuto alla luce al compimento della 25 settimana (poco più di 5 mesi e mezzo); pesava 700 grammi e sarà a breve trasferito in Terapia sub-intensiva.
Partoanalgesia «La partoanalgesia – continua Epicolo – è una realtà a disposizione di tutte le donne che ne fanno richiesta e circa un terzo dei parti naturali è avvenuto con questa procedura. Nelle Stanze di Lucina il parto viene seguito esclusivamente da ostetriche ed avviene con le stesse modalità con le quali avverrebbe al proprio domicilio, ma in totale sicurezza garantita dall’ambiente ospedaliero. Sei donne, dopo valutazione medica, hanno chiesto di partorire in questo modo e per quattro si è realizzato completamente il percorso mentre le altre due, per intercorse difficoltà, sono state trasferite nella zona dedicata al parto convenzionale, a dimostrazione del funzionamento del percorso anche in caso di insorgenza di patologie».
Meno cesarei I tagli cesarei sono stati 659, il 33,88% del totale, con un’ulteriore riduzione di 2 punti percentuali rispetto all’anno precedente (35,9%), e in particolare si sono ridotti i cesarei primari. Un altro dato, che dimostra una maggiore attenzione alle richieste delle donne, riguarda i parti naturali di pazienti precedentemente sottoposte a taglio cesareo. Delle 64 donne che hanno chiesto il cosiddetto ‘travaglio di prova’, 44 hanno partorito naturalmente, circa il 70%. A solo titolo esemplificativo, nell’anno 2013 si erano verificati, in queste pazienti, solo 19 parti naturali in tutto. «Un aspetto che merita una particolare sottolineatura- osserva infine Epicoco – è quello relativo alle gravidanze ad alto rischio emorragico: il protocollo attuativo multidisciplinare è stato attivato in circa 30 casi, con azzeramento della mortalità e della morbilità sia materna che neonatale».
