Il tribunale di Perugia ( foto archivio Troccoli)

di Francesca Marruco

Il 24 dicembre dello scorso anno aveva fatto andare la madre a casa sua e  poi le aveva passato un filo della corrente attorno alla testa e ai piedi, poi era rimasto accanto a lei, in quello stato per un’ora. La signora, al culmine di vessazioni e maltrattamenti da parte del figlio, dopo quella terribile esperienza in cui lui le aveva anche fatto firmare un foglio in cui aveva messo nero su bianco tutto quello che di terribile pensava della madre, aveva deciso di denunciarlo.

Condannato Il giovane, C.L., è stato condannato a un anno e tre mesi giovedì mattina dal giudice Noviello per maltrattamenti, e assolto per invece per estorsione e sequestro di persona, reato che invece gli contestava il sostituto procuratore Gemma Miliani, che per lui aveva chiesto una condanna a quattro anni di reclusione e una multa di due mila euro. Il giovane, difeso dall’avvocato Alessandro Ricci, era ancora detenuto in una casa di cura per questi fatti, ed è stato giudicato con giudizio immediato. L’imputato è stato subito rimesso in libertà.

Le frasi della donna La donna era stata sentita in sede di incidente probatorio e ai magistrati aveva parlato di quella decisione straziante che aveva dovuto prendere denunciando il figlio perché aveva paura che lui facesse cose ben più gravi contro di lei, cose per cui poi «avrebbe dovuto pagare a vita». «E’ evidente – dice il pm – che la signora ha paura di essere uccisa dal figlio, che è fuori controllo. Il giorno prima l’aveva aggredita perchè aveva trovato un pelo nella pasta al forno».

L’aggressione La mattina dopo poi alle otto meno un quarto la chiamò e la fece andare a casa sua minacciandola di raggiungerlo altrimenti «sarebbe stato peggio». La donna arriva a casa e lui le promette che non l’avrebbe picchiata. Ma dopo poco, prende il filo della termocoperta, lo raddoppia e glielo passa, come aveva riferito lei stessa, «attorno alla testa, alle gambe e rimane fermo accanto a lei per un’ora». La donna aveva detto: « Non mi aveva legato ma non vedevo l’ora che mi lasciasse andare». Il giorno dopo invece il figlio le si era scagliato contro perché lei aveva pagato una bolletta dell’Enel e lui lo considerava un’ingerenza nella sua vita.

Il disturbo psichiatrico Il giovane era stato anche sottoposto a due perizie che concordarono nello stabilire che il giovane aveva avuto dei disturbi psichiatrici nel periodo in cui aggrediva la madre. Lo stesso perito avrebbe però attestato la sua non pericolosità attuale. Comunque nel corso del processo è emerso come il giovane, il cui disturbo psichiatrico non è mai stato connesso all’uso di sostanze stupefacenti o alcolici, si è riavvicinato alla madre. Era stato lui stesso ad ammettere durante il secondo interrogatorio di aver aggredito la madre in più occasione. Il suo avvocato aveva sollecitato l’assoluzione per i reati di estorsione e di sequestro di persona. Il giudice lo ha assolto perché il fatto non sussiste.

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