La madre di Sheng Chang (foto F.Troccoli)

Nelle foto c’è una giovane ragazza che sorride. Sheng Chang è insieme a un’amica, poi sul Ponte Vecchio di Firenze come milioni di suoi connazionali, oppure con gli abiti dei bambini mentre gioca. Un sorriso spento per sempre dopo appena 19 anni nell’agosto del 2013, quando il suo corpo fu ritrovato senza vita a Monte del Lago. A mostrare le foto è la madre della ragazza, Sheng Lan, che sabato in un hotel perugino ha tenuto una conferenza stampa insieme ai suoi familiari, difesi dall’avvocato Luca Maori. Una donna provata dal dolore che ha parlato della figlia come di «una ragazza buona e piena di vita. Lei era in Italia da appena quattro mesi e voleva studiare per costruirsi un futuro. La vita di mia figlia non ha prezzo e nessuno può restituirmela».

FOTOGALLERY: I FAMIGLIARI A PERUGIA

Giustizia In Italia invece ha trovato la morte e ora i famigliari chiedono giustizia. «Provo fiducia e rispetto – ha aggiunto la madre della 19enne – per la legge italiana e spero di avere una giustizia giusta». Sheng Lan ha poi voluto ringraziare per la vicinanza il consolato cinese di Firenze, le forze dell’ordine, i connazionali e anche l’Università per Stranieri, che si è costituita parte civile nel processo che vede imputato un 40enne fiorentino, Lorenzo Perrone, accusato di occultamento di cadavere, violenza sessuale, cessione di droga (alla 19enne è stata data Mdma, meglio nota come la droga dello stupro) e omicidio colposo. L’uomo dal 28 aprile sarà processato con il rito abbreviato.

Bruttissima storia L’avvocato Maori nel suo intervento ha offerto una ricostruzione di quanto successo a Sheng Chang poco prima di morire. «Lei – ha detto – era arrivata a Perugia con tante speranze e invece si è trovata in mezzo ad una bruttissima storia. L’uomo che lei aveva conosciuto in chat, e che poi le ha offerto a sua insaputa Mdma, è stato subito rintracciato dai carabinieri. Una volta morta, l’ha scaricata vicino a un campeggio del Trasimeno occultandone il cadavere».

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