di Francesca Marruco
«Fui trovata su un divano sopra una chiazza di sangue». La denuncia che la sedicenne fece il tre gennaio 2013 al commissariato di Spoleto racconta di una notte di violenza che la minore avrebbe subito in una discoteca in cui stava festegiando il capodanno. Adesso, per quei fatti, quattro uomini siedono davanti al giudice dell’udienza preliminare Andrea Claudiani, due con l’accusa di violenza sessuale e altri due con quella di favoreggiamento personale. L’udienza di giovedì mattina è stata rinviata per un difetto di notifica al 26 giugno prossimo, quando almeno uno degli imputati quello con l’acusa pù grave, chiederà il rito abbreviato per ottenere uno sconto di pena.
Il primo episodio I fatti, secondo quanto ricostruito dal pubblico ministero titolare dell’indagine Giuseppe Petrazzini, sarebbero avvenuti nella notte del 31 dicembre 2012 in una discoteca dell’eugubino. Ed è stata la stessa sedicenne a raccontarli alla polizia, quando sporse denuncia due giorni dopo.«Mentre stavamo ancora consumando delle bevande giungeva omissis (un noto vocalist di fama internazionale, ndr) alla ricerca di una sigaretta e nella circostanza mi prendeva per mano e mi portava fuori nel retro del locale. Nella circostanza la mia amica che si trovava nel salone, dalla finestra si accorgeva che omissis mi stava portando in camera sua trascinandomi per un braccio. Io non ricordo nulla di quello che diceva. Nell’occasione ho cercato di divincolarmi ma non ci riuscivo in quanto mi sentivo molto stordita. Una volta in camera ricorso solo che mi sfilava le mutandine di colore rosso e che lui non aveva la maglietta, successivamente mi sdraiava sul letto e abusava di me penetrandomi più volte sia con rapporti anali che vaginali. Il tutto durava circa 30 o 40 minuti. Una volta usciti dalla camera, mentre stavamo scendendo le scale mi disse che non dovevo raccontare nulla alla mia amica».
La donna che la soccorre Questa però, secondo la ricostruzione della ragazza, non fu l’unica violenza che subì quella notte.« Da questo momento in poi – racconta nella denuncia – inizio ad avere ricordi framentari. In particolare ricordo di essere stata portata da qualcuno nella cambusa e di aver avuto un rapporto di sesso orale con omissis, il responsabile del locale che avevo conosciuto in precedenza». Quando, sempre secondo il racconto della minorenne,« aveva tentato di baciarmi senza riuscirci perché io lo respingevo». I ricordi della ragazza si fanno confusi perché, come ha spiegato lei stessa, in quel clima di festa, aveva bevuto qualche gin lemon. Ma una cosa la ricorda nettamente:«ricordo la voce di una donna, la quale si rivolse ad alcuni uomini dicendo di lasciarmi stare, dicendo loro che io avevo solo sedici anni. Ricordo poi di essermi trovata in camera con lei e con altre persone che mi spoglievano e mi mettevano a letto».
Le accuse I due che rischiano di più sono il vocalist e il proprietario del locale, difesi dagli avvocati Vincenzo Bochicchio e Mario Monacelli sono accusati di aver «costretto omissis a subire atti sessuali contro la sua volontà abusando delle condizioni di inferiorità psicofisica della medesima consistenti nello stato di ebbrezza alcolica in cui la stessa versava tale da precluderle la possibilità di determinarsi coscientemente». Loro invece danno due versioni diverse: uno dice che era consenziente, mentre l’altro, il più grande, sostiene di non averla neanche toccata. Gli altri due uomini, sono invece accusati di aver «aiutato omissis ad eludere le indagini avendo rimosso e portato in lavanderia il piumone al fine di far scomparire le tracce di sangue». L’altro uomo invece avrebbe «contattato» varie persone «al fine di indurli a mentire e ad omettere di riferire tutto ciò a loro conoscenza al fine di escludere da parte del predetto il compimento di atti sessuali con la stessa». Nessuno dei quattro è stato mai destinatario di misure cautelari. I loro avvocati insistono el dire che i tanti testimoni presenti quella notte hanno dato versioni contrastanti.
