Un'auto della polizia (foto archivio U24)

Tre denunce in due episodi che vedono intervenire la polizia a Perugia, entrambi martedì. Nel primo la squadra Volante individua un ivoriano 31enne, nel secondo due tunisini.

Sul bus Martedì sera la Volante è intervenuta in via D’Andreotto, dove il conducente di un autobus di linea aveva chiamato il 113 per un passeggero molesto. Sul posto gli agenti hanno appreso che un 31enne ivoriano aveva pesantemente infastidito alcune studentesse, tanto che queste, spaventate, si erano rifugiate vicino all’autista. Questi, a sua volta, per non correre rischi, ha deciso di interrompere la corsa e chiamare la polizia. Lo straniero era in palese stato d’ebbrezza ed è stato tutt’altro che collaborativo: infatti, appena gli è stato chiesto di mostrare un documento di identità, ha cominciato ad inveire contro gli agenti, spintonandone uno, e solo a fatica è stato immobilizzato e fatto scendere dall’autobus. A.K., le sue iniziali, è stato portato in questura, dove, terminati gli accertamenti di rito, la polizia lo ha denunciato per interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale.

Rissa a Ponte Felcino Sempre martedì sera la polizia è intervenuta per una violenta lite a Ponte Felcino, in via Puccini. Sul posto, la Volante ha trovato le due vittime, un tunisino e la sua cognata italiana: costoro hanno affermato di esser stati aggrediti da due nordafricani, per motivi che non hanno voluto o saputo precisare. Di fatto, secondo il loro racconto, i due aggressori avevano impiegato un piccone, un grosso bastone, una catena e una roncola; quest’ultimo oggetto è stato subito recuperato sul posto dagli agenti. Inoltre, hanno affermato di conoscere uno dei nordafricani e hanno indicato agli uomini della Volante la sua abitazione. Gli agenti hanno subito raggiunto l’immobile e non hanno trovato il tunisino che lo occupa, ma soltanto la sua compagna: costei ha riferito che il magrebino era fuggito poco prima dell’arrivo della polizia. La Volante, però, ha trovato in casa e sequestrato il bastone utilizzato per l’aggressione, che una delle vittime ha subito riconosciuto. Pochi minuti dopo, però, arrivava una seconda chiamata da parte della donna aggredita, che denunciava come a casa del marito, anch’egli tunisino, si erano presentato gli stessi magrebini che lo avevano lievemente ferito al collo e alla mano con un coltello. Il soggetto, alla vista dei poliziotti, che pure si erano limitati a chiamare il 118, ha inspiegabilmente dato in escandescenze. Neppure l’arrivo del personale sanitario lo ha calmato, ma al contrario, durante il trasporto in ambulanza ha alternato atti di autolesionismo a tentativi di aggressione dei presenti. Solo la presenza dei poliziotti ha consentito di non far precipitare la situazione. In ospedale, benché il tunisino avesse proseguito nella sua condotta, con l’aiuto della polizia si è riusciti a somministrargli un trattamento che è finalmente valso a calmarlo. Sono in corso accertamenti per chiarire la dinamica, le motivazioni e i responsabili delle due aggressioni. Per il momento, le Volanti hanno denunciato il tunisino riconosciuto tra gli artefici delle violenze per lesioni personali aggravate e quello che ha dato in escandescenze in ambulanza e in ospedale per resistenza a pubblico ufficiale.

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