di Francesca Marruco

Il filo rosso che lega i quattro nordafricani arrestati per spaccio dalla seconda sezione della squadra mobile della questura di Perugia, è l’ottima qualità della droga – principalmente eroina – che spacciavano.  Secondo quanto riferito dal capo della squadra mobile Marco Chiacchiera e da quello della seconda sezione Roberto Roscioli in conferenza stampa, le dosi di eroina che vendevano avevano  una percentuale di purezza che supera il 40% e che in passato invece si aggirava tra il 15 e il 18 %.

5000 euro al giorno «Una tale purezza – ha spiegato Chiacchiera – può evocare un più concreto rischio di overdose. Ma oltre questo certamente fidelizza i clienti». Clienti che acquistavano per almeno 20 dosi al giorno a spacciatore, che per quattro quanti sono loro, fa circa ottanta dosi. Considerando che molto spesso gli acquirenti- provenienti soprattutto da fuori regione o dalla zona di Todi e Marsciano – non compravano una sola dose, ma facevano scorta per più persone, si può stimare una vendita di circa cento dosi al giorno. Che fa circa 5000 euro al giorno. 100mila euro in venti giorni. Non si sa a quanto acquistano loro, ma le cifre degli introiti lasciano pensare a dei guadagni stellari. Ognuno di loro lavorava per sé, in zone diverse della città.

Vendeva nel minimetrò Ce n’era uno, Hada Achref, classe 1985 tunisino, che per vendere le dosi di droga si spostava col minimetro. Non conosceva le stazioni coi loro nomi e al telefono con gli acquirenti diceva: «Ci vediamo alla stazione cinque» e con le navette andava avanti e indietro. Sempre facendo moltissima attenzione a non farsi beccare, tanto che ai poliziotti è scappato ben tre volte. «Una volta – ha spiegato Roscioli – ha visto un uomo e deve avere pensato che fosse un poliziotto e ha scambiato subito aria. Invece non eravamo noi».  Sapeva a memoria le targhe della mobile, tanto che quando è stato arrestato, gli ha detto che ultimamente aveva l’impressione di avere una delle loro auto sempre alle costole. Usava quattro- cinque telefoni per vendere droga.

Lo sconto Azou El Mustpha invece  spacciava in piazza del Bacio. Lui, già beccato in un delle termophii, in cui un poliziotto della mobile si era infiltrato come acquirente, si era inventato un sistema per vendere di più: invece che a 50 euro – che è il prezzo corrente di mercato per una dose – vendeva a 40. O a multipli di 40. Tanto è vero che quanto il poliziotto andò a comprare con 50 euro non gli diede nulla. E vendeva solo ai clienti conosciuti personalmente, o presentati da altri acquirenti.

Alla Pallotta Batri Mohamed del 1984 e Khezami Achraf del 1980 vendevano nella zona di via della Pallotta. L’indagine sui due tunisini è partita quando nel luglio scorso un uomo era stato colpito al volto con una bottiglia. A ferirlo era stato uno del gruppo dei due tunisini. Circa un paio di mesi fa invece, sempre personaggi del loro gruppo, beccati in un appartamento nei pressi di piazza del Bacio erano scappati in modo rocambolesco saltando anche da un balcone all’altro. Adesso le indagini hanno chiuso il cerchio intorno a loro e sono stati fermati, su disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Petrazzini, come anche gli altri due.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.