di Ivano Porfiri
Un cuore artificiale permanente impiantato su un paziente di 73 anni, di origini umbre, che rischiava concretamente di morire. E’ il primo intervento di questo tipo eseguito all’ospedale di Perugia, secondo quanto si apprende dall’ufficio stampa dell’Azienda ospedaliera. Si tratta dello stesso dispositivo (Jarvik2000) impiantato a Saverio Marinelli, diciottenne di Marsciano ammalato di Distrofia muscolare Duchenne e salvato due anni fa dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma.
L’intervento Un intervento innovativo di alta tecnologia quello eseguito presso l’Azienda ospedaliera di Perugia. L’equipe della struttura complessa di Cardiochirurgia, diretta dal dottor Temistocle Ragni, ha eseguito per la prima volta in Umbria, un intervento particolarmente complesso per impiantare un cuore artificiale permanente su un paziente di 73 anni, di origini umbre, affetto da una grave forma di “cardiomiopatia dilatativa”.
In pericolo di vita A determinare l’urgenza dell’intervento, secondo il dottor Gianfranco Alunni della Cardiologia e Fisiopatologia Cardiovascolare del Santa Maria della Misericordia erano le gravi condizioni del paziente, che negli ultimi mesi aveva avuto necessità di ripetuti ricoveri ospedalieri per scompenso cardiaco, con le terapie farmacologiche divenute scarsamente efficaci, ed era concreto il pericolo di vita. «Il dispositivo utilizzato – spiega Ragni – consiste in una pompa a turbina che preleva il sangue ossigenato del paziente e lo immette nella circolazione, così sostituendosi alla inefficace funzione di pompa del cuore».
Il progetto Questo intervento è frutto di un progetto assistenziale per la cura dei pazienti affetti da gravi cardiopatie, coordinato dal professor Giuseppe Ambrosio, direttore sanitario del Santa Maria della Misericordia e docente di Cardiologia, che vede la stretta collaborazione tra cardiologi, cardiochirurghi e cardioanestesisti, e si avvale della interazione con professionisti dell’Università Cattolica e di altri importanti Centri internazionali. «Il dispositivo impiantato – afferma Ambrosio – ha già fornito eccellenti risultati in altri centri internazionali e si ha motivo di ritenere che rappresenti una soluzione definitiva per il paziente».
Decorso soddisfacente All’intervento ha partecipato la equipe cardioanestesiologica, coordinata dal dottor Francesco Sapia, che è anche impegnato nella degenza postoperatoria in Terapia Intensiva e riferisce che il decorso post operatorio del paziente prosegue con parametri vitali soddisfacenti.
La soddisfazione di Orlandi Il direttore dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Walter Orlandi, ha voluto esprimere il proprio apprezzamento a tutti i professionisti coinvolti e sottolinea: «Ancora una volta l’ospedale si dimostra attento alle agli aspetti innovativi e di collaborazione multidisciplinare nel campo di terapie di avanguardia e, seppure nelle difficoltà della attuale situazione economica, riesce ad investire in alta tecnologia».
