di Francesca Marruco
«E’ stato scioccante trovarsi nel portone della propria abitazione intrappolati con le mani addosso di uno sconosciuto che avrebbe potuto fare qualunque cosa, spero sia fermato e punito». Lo aveva affermato una delle 50 vittime aggredite dal palpeggiatore seriale arrestato a Perugia lunedì mattina in esecuzione di una misura cautelare in carcere richiesta dal pm Gemma Miliani e disposta dal gip Lidia Brutti.
Lui In manette è finito C.G., un 46enne pasticcere, che tra il 2013 e 2014 ha molestato, toccando nelle parti intime, oltre 50 donne. Alcune delle quali sono anche state aggredite due volte a distanza di mesi. Alcune le individuava poco prima di agire, altre le controllava e dimostrava di conoscere i loro spostamenti. «Vorrei aggiungere – disse infatti un’altra vittima – che il luogo esatto dove sono stata aggredita è adiacente alla porta d’ingresso del bar dove lavoro, molto nascosta in una rampa di scale, ed ho dedotto che il mio aggressore conoscesse bene la zona o gli orari che faccio».
20 anni fa L’uomo era inoltre già stato denunciato nel 1993 per ‘libidine violenta’. In pratica, già 20 anni fa aveva molestato una donna, allo stesso modo. «Il racconto della vittima – scrive il pm nella richiesta di misura cautelare -, rafforzato da quello della testimone di allora, non è altro che la copia esatta delle aggressioni avvenute ai nostri giorni». Il dubbio è che abbia continuato a farlo per chissà quanto tempo. Che magari non abbia mai smesso fin quando non ha avuto la certezza di essere indagato. E questo avviene nel luglio del 2014 quando viene interrogato. Da quel momento in poi, le aggressioni cessano.
Modalità ossessive Ciò nonostante, «le modalità operative, seriali, pervicaci e “ossessive” – scrive il magistrato – si ritiene non possano essere ridimensionate alla luce del dato per cui da alcuni mesi, ovvero, dall’interrogatorio innanzi al pm non ha più colpito, perché, le caratteristiche dei fatti e la personalità del reo consentono serenamente di affermare che colpirà di nuovo, non sapendo gestire i propri impulsi». E’ per questo di fatto che, anche a distanza di molti mesi dall’ultima aggressione, il pm Gemma Miliani ha chiesto e il gip Lidia Brutti ha disposto l’arresto del pasticcere 46enne di Perugia, le cui gesta sono state un vero e proprio rompicapo andato avanti per oltre un anno.
Impulsi incontrollabili «La serialità degli episodi – afferma il pm nella richiesta di misura cautelare – commessi nelle pause della sua mattutina attività di consegna dei prodotti di pasticceria consente di ritenere che tali fatti siano realizzati per un impellente bisogno di soddisfare i propri impulsi, non controllabile, che l’indagato ha sfogato su un numero “impressionante”di vittime, segno questo di una totale incapacità di controllo dei propri impulsi e stimoli cui il medesimo appare completamente in balia».
Pericolo di reiterazione E’ per questo che per i magistrati c’è «il concreto pericolo, per specifiche modalità e circostanze dei fatti, e per la sua personalità, che l’indagato commetta altri gravi delitti della stessa specie di quello per cui si procede». Non solo, per l’accusa l’uomo ha dimostrato anche una «particolare scaltrezza che l’indagato ha utilizzato, travisando il suo volto, avvicinando le vittime correndo, toccandole fugacemente, mantenendo il volto basso, rendendo, come si è visto, particolarmente complessa la attività di identificazione».
Individuato donne vulnerabili E’ sempre il magistrato a sottolineare anche che la «personalità si colora negativamente valutando la particolare vulnerabilità delle vittime che l’indagato ha “sapientemente” sfruttato, donne costrette a camminare da sole per strada alle prime ore del giorno, impossibilitate a chiedere aiuto a chicchessia, e colte di sorpresa, alla sprovvista, incapaci di reagire. Vittime che si ritiene, come ampiamente già argomentato, l’indagato abbia avuto modo, nel tempo, di prendere di mira, seguendone i percorsi quotidiani e infine aggredendole, aggressioni che, in alcuni casi, sono state realizzate ai danni delle stesse vittime in più occasioni». L’uomo, difeso dall’avvocato Antonietta Ciminati, verrà interrogato nei prossimi giorni dal gip Lidia Brutti.
