di En.Ber.
Sono ancora i difetti di notifica ad impedire l’inizio del processo Apogeo in cui 14 persone sono imputate a vario titolo di associazione per delinquere, truffa aggravata, riciclaggio, bancarotta fraudolenta, evasione totale delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto, emissione e ricezione di fatture per operazioni inesistenti. La Procura di Perugia contesta agli imputati «l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare la camorra», più in particolare i Casalesi di Villa Literno. Dall’inchiesta dei carabinieri del Ros e del Gico della guardia di finanza è emerso che «attraverso le truffe» sono stati «distratti i profitti di imprese condotte al fallimento».
RICICLAGGIO NEI CANTIERI E NEGLI HOTEL
Rinvio a giudizio nel 2015, due udienze flop, poi 2017 Nonostante il decreto di rinvio a giudizio firmato dal gup Alberto Avenoso porti la data dell’aprile 2015 è già la seconda volta che in tribunale le udienze si concludono con un nulla di fatto: difetti di notifiche il 17 maggio 2016, difetti di notifiche il 22 novembre 2016. Prossima tappa il 7 febbraio 2017. A quasi due anni dal rinvio a giudizio.
