La guerriglia dell'8 maggio 2012 (foto Fratticioli)

di Enzo Beretta

Tutti assolti dall’accusa di tentato omicidio gli albanesi che innescarono la guerriglia urbana dell’8 maggio 2012 nel centro storico di Perugia. Per quattro di loro la Procura ha chiesto condanne pesanti – da sette a nove anni di reclusione – ma i giudici del primo collegio presieduto da Gaetano Mautone hanno scagionato gli imputati «per non aver commesso il fatto».

FOTOGALLERY: LE IMMAGINI DEI TAFFERUGLI

8 maggio: punto di svolta Quei tafferugli nel cuore della città hanno rappresentato il punto di svolta per Perugia: da quel momento la presenza della polizia è divenuta ancor più capillare, è stato aperto il posto fisso, per qualche settimana hanno sostato in piazza IV Novembre le camionette blindate del Reparto mobile per interrompere lo spaccio a cielo aperto. I vicoli sono stati «ripuliti» come promesso quella notte dal questore Nicolò D’Angelo. Rimane la verità giudiziaria della prima fase degli scontri, la miccia che fece esplodere la sfida a suon di spranghe e bottigliate nel salotto buono. Fu una notte di follia: gruppi di albanesi e tunisini si sfidarono, vennero aggrediti poliziotti con bottiglie e bastoni, i maghrebini danneggiarono un’auto della guardia di finanza e le vetrine di negozi del centro.

VIDEO: UNA NOTTE DI TERRORE

La verità giudiziaria Tutto ciò dopo che il clan di albanesi esplose colpi di pistola e tentò di uccidere a coltellate un maghrebino. «Un fatto – secondo il Pm – commesso per futili motivi legati ad un regolamento di conti tra due distinte bande di spacciatori». Nel 2012 i cinque albanesi finirono in carcere ma ora è arrivata la sentenza di assoluzione all’esito di un processo in cui sono stati sentiti pochi testimoni. Probabilmente sono mancati i dati oggettivi per dimostrare la presenza degli imputati sul luogo dell’aggressione. Le telecamere di sicurezza sono riuscite ad inquadrare solo persone in fuga e buona parte delle accuse si reggevano sulle dichiarazioni del pusher che più volte ha cambiato versione. E’ mancata, insomma, la ricostruzione della dinamica dell’aggressione iniziata poco lontano dall’acquedotto romano e conclusa in piazza Danti davanti a testimoni e turisti impressionati. Petrazzini aveva chiesto di condannare a nove anni di carcere Ridjan Salkurti e Sina Besmir, a sette anni invece Fatjon ed Indrit Salkurti. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Daniela Paccoi, Guido Rondoni, Donatella Panzarola, Cristian Giorni e Roberto Cottini.

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8 replies on “Perugia, guerriglia urbana in centro storico: tutti assolti gli albanesi della sparatoria”

  1. Qualcosa non mi è chiaro…aiutatemi a capire: poliziotti aggrediti con bottiglie e spranghe, auto della finanza danneggiata, vetrine dei negozi rotti, un colpo di pistola e un tentativo di accoltellamento…e poi tutti assolti per “non è aver commesso il fatto”?
    Provo immensa, profonda, angosciosa, insostenibile, sconvolgente VERGOGNA.

  2. Gia che ci siamo diamogli anche un bel pacco premio e facciamoli assessori, questa è gente in grado di fare carriera. Non sò se dipenda dalle leggi o dalla magistratura stessa ma è realmente uno SCHIFO.

    1. Ma scusate e i poliziotti che hanno preso le bastonate non li hanno visti in faccia per riconoscerli? Dopo lo scacco di Amanda e Socio, questo e’ un altro spaccato della procura di Perugia e di come in Italia sia facile delinquere. Con che soldi hanno pagato questo folto gruppo di avvocati?

      1. Gli avvocati peruggini fanno a gara per difendere tali personaggi indovina perchè. Non è un segreto….

  3. Ma scusate mica son stati assolti quelli che avevano fatto casino e aggredito la polizia! Hanno assolto gli albanesi che avevano accoltellato il magrebino, quelli che avevano distrutto il centro (in seguito al l’accoltellamento) erano già stati condannati.

  4. Vergogna schifo vomito
    Ma che bisogna fare per andare in galera? Probabilmente essere innocenti!

  5. Ancora non avete capito perchè vengono tutti in italia!?
    se fossero stati italiani,scattava l’ergastolo!

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