di Fra. Mar.

E ’ stata assolta con formula piena, per non aver commesso il fatto, l’imprenditrice umbra accusata  e processata per truffa aggravata ai danni dello Stato per aver ricevuto dalla Regione Umbria incentivi economici destinati all’imprenditoria femminile, che secondo la ricostruzione dell’accusa erano stati usati dalla donna per altri fini. Lo ha deciso il giudice Fortunata Volpe martedì mattina.

La storia Nel 2005 l’imprenditrice era stata ammessa a partecipare al bando pubblicato  dal Consorzio Novaumbria, ottenendo un rimborso delle spese già sostenute per avviare la sua piccola ditta di pulizie, con conseguente impegno a mantenere tutti i requisiti indicati nell’avviso per 5 anni.  Tuttavia la ditta, considerato il concomitante aggravarsi della situazione personale ed economica, si trovava nella necessità di sospendere l’attività.

La difesa Nel corso dell’istruttoria, secondo quanto afferma l’avvocato Olivieri, sarebbe emerso come «il comportamento tenuto dalla sua assistita non si era sostanziato in alcun artificio e raggiro finalizzato a truffare le istituzioni, né tanto meno la piccola imprenditrice aveva ottenuto un ingiusto profitto da tale comportamento».

Archiviazione Già il pm titolare delle indagini in fase preliminare aveva chiesto l’archiviazione dell’indagine,  ma andò avanti per imputazione coatta da parte del gip.  La Regione Umbria, chiedeva di essere risarcita. Forse farà ricorso in appello.