Il comandante Fulvio Brillo

di Enzo Beretta

D’ora in avanti ogni detenuto che entrerà nel carcere di Capanne verrà sottoposto a prelievi biologici. All’ufficio matricola di Capanne è stata inaugurata venerdì l’attività di aggiornamento della banca dati del Dna. Un’«attività onerosa», è stata definita in occasione del 199mo anniversario della fondazione del Corpo.

Maggior videosorveglianza Durante la cerimonia che si è svolta nel cortile del complesso all’estrema periferia di Perugia è stato spiegato che per «migliorare il servizio di vigilanza e di osservazione dei detenuti è stata aumentata la videosorveglianza»: la cabina regia è ormai una «vera e propria sala operativa» grazie all’aumento delle telecamere agli ingressi dei reparti detentivi del penale, circondariale e femminile.

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Sei suicidi sventati Il comandante del reparto di polizia penitenziaria, Fulvio Brillo, ha lamentato la mancanza di 63 agenti (sono 234 ma ne servirebbero 297 secondo le piante organiche). Nel corso dell’anno gli agenti hanno sventato sei suicidi in carcere, hanno perquisito otto celle ed effettuato tre sequestri di sostanza stupefacente. Una delle otto perquisizioni straordinarie è stata svolta con il supporto delle unità cinofile.

Droga in cella Cinque, invece, i controlli a campione per impedire l’accesso di droga da parte di reclusi che hanno usufruito di permessi premio. Sono stati 5.132 i detenuti perquisiti in occasione dei colloqui con familiari ed avvocati, 724 invece le traduzioni e due le persone che sono andate spontaneamente a costituirsi al cancellone di Capanne per farsi arrestare.

Mandato di arresto internazionale Ventotto le denunce all’autorità giudiziaria, 283 deleghe ricevute, cinque verbali di sommarie informazioni testimoniali. Dieci identificazioni, tre interrogatori, 14 ordinanze di custodia cautelare notificate in carcere, 13 ordini di esecuzione eseguiti, un mandato di arresto internazionale consegnato, quattro informative di polizia giudiziaria.

Commissione Giustizia «La cerimonia – ha spiegato il capogruppo Pd in Commissione Giustizia della Camera, Walter Verini – è stata un’occasione importante per ribadire il ruolo fondamentale degli agenti di custodia nella gestione della detenzione, soprattutto alla luce di nuove concezioni di sorveglianza di persone che hanno sbagliato, che devono scontare la giusta pena, ma per le quali il carcere deve essere occasione di trattamento umano, di recupero e reinserimento nella società. Gli interventi dei vertici hanno confermato come la situazione carceraria sia migliorata ma come ci sia ancora molto da fare. Formazione, lavoro, socialità, cultura e lettura sono fondamentali per recuperare chi ha sbagliato».

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