Il tribunale di Perugia (foto F.Troccoli)

di Enzo Beretta 

L’ex giudice del tribunale fallimentare di Roma, Chiara Schettini, prima donna magistrato a finire in carcere per poi essere rimossa dall’ordine giudiziario, è stata condannata a sette anni di carcere dal tribunale di Perugia che l’ha ritenuta responsabile del reato di peculato. Chiara Schettini, romana di 62 anni, è interdetta in perpetuo dai pubblici uffici.

Il processo Nel febbraio 2016, su richiesta del pm Manuela Comodi, la Schettini era stata rinviata a giudizio con le accuse di peculato, falso ideologico, corruzione e intralcio alla giustizia nell’ambito di un’indagine relativa alla presunta sottrazione di beni per centinaia di migliaia di euro da alcuni dei maggiori procedimenti da lei trattati. A parte il peculato è andato tutto prescritto. L’inchiesta è stata portata avanti dalla Procura di Perugia proprio per il coinvolgimento del magistrato romano. A processo con lei c’erano finite altri tredici professionisti: solo tre di loro sono stati condannati. Si tratta di Rossella Galante (4 anni e sei mesi), Massimiliano Fiore (4 anni) e Andrea Doni (4 anni). Il tribunale collegiale di Perugia presieduto da Matteo Cavedoni, a latere Serena Ciliberto e Loretta Internò, ha assolto Sergio Usai e Pierluigi De Paolis dalle accuse di peculato per non aver commesso il fatto.

La difesa De Paolis «Oggi finalmente questo collegio ha reso giustizia a uno stimato professionista detenuto ingiustamente agli arresti domiciliari per quattro lunghissimi mesi – sono le parole dell’avvocato Angela Dell’Osso che difende Pierluigi De Paolis -. Il Dottor De Paolis, in tutti questi anni, quasi dieci, non si è mai capacitato del perché vi è stato coinvolto. La verità è che la sua posizione avrebbe dovuto essere archiviata sin dalla fase delle indagini preliminari quando, invece, sono stati valorizzati elementi neutri che nel corso del giudizio si sono rivelati palesemente inidonei. L’assoluzione del mio cliente restituisce significato e valore al termine ‘giustizia’, troppo spesso calpestata in questa vicenda».

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