I militari a lavoro (foto archivio)

di Iv. Por.

Sdegno e solidarietà per l’accoltellamento del capostazione di Ponte San Giovanni, avvenuta giovedì sera. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri per risalire agli autori dell’aggressione.

GUARDA IL VIDEO

Le indagini I carabinieri di Ponte San Giovanni cercano gli aggressori nell’ambito dei balordi che frequentano il quartiere. Una caccia non semplice. Sfortunatamente nella stazione non ci sono telecamere, quindi le ricerche dei responsabili partono dalle testimonianze del ferroviere e del collega che si trovava nel gabbiotto.

Le condizioni del ferito Sono stabili le condizioni del capostazione ferito ieri notte nel corso del raid che ha avuto conseguenze per l’ uomo di 52 anni, rimasto ferito al petto da una lama o da una bottiglia spezzata. Il ferito, soccorso dagli operatori del 118 e trasportato in ospedale a Perugia, ora si trova ricoverato nella struttura complessa di Chirurgia toracica diretta dal professore Francesco Puma. I sanitari hanno accertato che non sono stati lesionati organi vitali, ma si è reso necessario il ricovero ospedaliero sia per usurare la ferita d’arma da taglio, lunga circa 10 centimetri che scagionare possibili infezioni. I sanitari non si sono ancora pronunciati sull’ipotesi delle dimissioni essendo ancora in atto una terapia antibiotica.

La ricostruzione Secondo la ricostruzione di Ferrovie dello Stato, l’uomo impegnato sul binario 1 a ricevere un treno in arrivo – il Regionale 21588 delle 21.16 proveniente da Roma e diretto a Terontola – si è accorto dell’immotivata aggressione che stava subendo un ragazzo da parte di un gruppo di 3 stranieri. Intervenuto per cercare di difendere il ragazzo, che si trovava in stazione per attendere l’arrivo della compagna, il capostazione è stato colpito al viso da una bottiglia di vetro prelevata dal cestino portarifiuti ed intenzionalmente rotta. Pochi istanti dopo è stato raggiunto da una coltellata al torace, sferrata da uno dei 3 aggressori: inseguito fino al suo ufficio, nel quale si era rifugiato, è stato infine fatto oggetto di lancio di sassi ed oggetti metallici (prelevati dalla massicciata e dai binari) da parte del branco, che è riuscito anche a sfondare la porta vetrata dell’ufficio.

La fuga degli aggressori L’avvertimento di aver già chiamato il 112 ha dissuaso gli aggressori dal continuare la violenza e li spinti a scappare immediatamente. Intervenuti sul posto i carabinieri di Perugia, la polizia ferroviaria e un’ambulanza del 118, che ha trasportato il capostazione al reparto di chirurgia toracica dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove gli sono stati riscontrati tagli al volto e una ferita da arma da taglio al torace.

Rfi: grave episodio di violenza Rete ferroviaria italiana, del quale il capostazione è dipendente, denuncia il «grave episodio di violenza». Rfi ne elogia «il comportamento spinto fino a compromettere la propria incolumità nella difesa dei frequentatori della ‘sua‘ stazione».

Sindacati sconcertati Anche la Filt-Cgil dell’Umbria esprime «profonda solidarietà» al lavoratore di Rfi. «Sconcertati da un atto di tale violenza – dice il sindacato – ci vediamo costretti a rilanciare per l’ennesima volta il problema della sicurezza nelle stazioni ferroviarie della nostra regione. Già da tempo come sindacato di categoria, assieme alle altre sigle, avevamo denunciato il degrado della stazione di Perugia, in cui la presenza di senzatetto (non sempre pacifici) e “avventori” del mercato della droga, mettono in una situazione di grave disagio tutto il personale, sia di Fs sia degli appalti».

Situazioni limite «Più volte – insiste la Filt – abbiamo denunciato situazioni al limite, con il personale da noi rappresentato costretto a “mediare” con i senzatetto che dormono nelle carrozze, oppure con i consumatori di eroina che, purtroppo, usufruiscono degli spazi pubblici della stazione per drogarsi , oltre alle numerose e ormai quasi endemiche aggressioni ai capitreno, in costante aumento negli ultimi anni.  Purtroppo, sempre più assistiamo a casi di “ultimi” che se la prendono con i “penultimi”, spezzando quella solidarietà sociale a noi tanto cara, pertanto chiediamo a gran voce che la sicurezza del personale in stazione e dei clienti sia garantita, e che si faccia di più per combattere il disagio sociale e l’ emarginazione, due fattori primari in cui tali situazioni si generano e che ad oggi risultano assai aggravati dalla pesantissima crisi economica che stiamo vivendo. Per noi anche questa è sicurezza sul posto di lavoro, pertanto, ribadendo la nostra vicinanza al lavoratore aggredito, chiediamo alle istituzioni tutte, di intervenire con forza e responsabilità».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

2 replies on “Perugia, è caccia agli accoltellatori del capostazione di Ponte San Giovanni: tre stranieri nel mirino”

Comments are closed.