Una moltiplicazione di banconote ‘miracolosa’, o meglio quasi dato che a moltiplicare non erano due santi ma due truffatori, una sorta di Totò e Peppino africani denunciati venerdì dalla polizia di Perugia dopo un blitz all’interno di un ristorante del centro storico. Qui, alcuni giorni fa, due persone di colore si presentano, mangiano, pagano e poi chiedono al gestore il biglietto da visita. Scopo, incontrarlo al riparo da sguardi indiscreti per proporre «un affare». Pensando si trattasse di qualcosa di lecito, il proprietario accetta e il giorno successivo, a ristorante chiuso, di fronte a un caffè i due truffatori fanno vedere la loro magia.
La magia I due utilizzano banconote di vario taglio, usandole come una sorta di stampo su fogli di carta bianca delle medesime dimensioni che, dopo l’immersione in apposite sostanze chimiche che i due chiamano «medicina», quasi per incanto si trasformano in banconote autentiche. All’imprenditore chiedono 50 euro, avvolgono la banconota in un foglio di carta stagnola e la inseriscono, avvolta da pezzi di carta bianca, dentro una scatola metallica versando poi la presunta «medicina». Dopo il trattamento, uno dei due ‘maghi’ del denaro estrae dalla scatola ben tre banconote da 50 euro, perfette tranne che per un particolare: sono totalmente bagnate e devono essere asciugate.
La proposta Soddisfatti per la riuscita della ‘magia’, i due escono dal ristorante lasciando all’imprenditore qualche giorno per riflettere sulla proposta che gli hanno fatto: garantire la piena ed esclusiva disponibilità del ristorante, in particolare del ripostiglio sotterraneo, chiudendo quindi l’attività per una giornata, e soprattutto far trovare la bellezza di 160 mila euro in banconote pronte per la miracolosa «moltiplicazione». Ovviamente non sarebbe dovuto mancare un phon per l’asciugatura. Il ristoratore, che inizialmente aveva quasi creduto alla buona fede dei due, va dritto in questura dove nel giro di poco tempo gli uomini della squadra mobile, diretti da Marco Chiacchiera, organizzano per la giornata seguente il blitz.
Il blitz Il ristoratore così, su indicazione della polizia, fissa un appuntamento con i due africani per la mattina di venerdì: promette loro che il locale resterà chiuso al pubblico, e che porterà una valigetta con la somma richiesta per la produzione del triplo della somma, quasi 500 mila euro. I due truffatori, evidentemente non ancora particolarmente scaltri, abboccano: il luogo dell’incontro, purtroppo per loro, era sì chiuso al pubblico, ma pieno di poliziotti nascosti in ogni angolo. All’appuntamento si presenta solo uno dei due uomini mentre il complice, per maggiore cautela, lo attende all’interno di un vicino kebab. Il truffatore vuole subito controllare l’interno della valigetta, e quando si accorge che il ristoratore ha con sé soltanto una banconota da 200 euro, comincia ad alterarsi e ad aggredirlo, ma mentre il gestore cerca di perdere tempo, facendo in modo che l’africano riveli il suo intento criminale, per evitare guai seri al ristoratore gli agenti escono allo scoperto e immobilizzano il truffatore.
Chi sono Portati in questura, la polizia li ha identificati: si tratta di T.C.J., del 1969, e N.L.F., del 1970, entrambi camerunensi, regolari con il permesso di soggiorno ma pluripregiudicati: uno dei due è residente a Ravenna, l’altro a Perugia, dove avevano deciso di truffare chissà quanti cittadini ed imprenditori. i due camerunensi sono stati denunciati per truffa tentata in concorso e, nel caso del primo africano, per resistenza a pubblico ufficiale: le modalità della loro condotta sono esattamente identiche a quelle di alcuni loro connazionali, già segnalati da altri uffici della polizia e da trasmissione come “Striscia la Notizia”.
