Sono 120 le scuole umbre che hanno ottenuto i fondi per «l’acquisto, installazione e messa in esercizio di apparecchi e dispositivi per il raffrescamento e il miglioramento del comfort microclimatico degli ambienti e delle aule didattiche». L’elenco è stato pubblicato dal ministero dell’Istruzione e del Merito (Mim), che a inizio settembre aveva messo a disposizione complessivamente 20 milioni di euro per tutte le scuole del paese.
In questo quadro, dalla pubblicazione degli atti finali, si apprende che a ogni istituto ammesso a finanziamento sono stati riconosciuti circa 3.150 euro. La somma, naturalmente, non è sufficiente a dotare di impianto di climatizzazione un’intera scuola e al massimo, come chiunque sa, potrà permettere di installare due forse tre split, raffrescando ambienti molto limitati di ogni sede. Il risultato è che probabilmente le scuole acquisteranno condizionatori portatili se non ventilatori.
In questa direzione va infatti l’intervento del ministro Giuseppe Valditara, bersagliato per l’operazione. «Con 3.153 euro a scuola si possono acquistare condizionatori mobili per una grande parte delle classi italiane delle scuole che ne hanno fatto richiesta», ha detto Valditara evidenziando che quella del governo «è una misura straordinaria, decisa in tempi rapidi per rispondere all’emergenza, per supportare gli enti locali che hanno competenza in materia».
La procedura indetta dal Mim a settembre per distribuire i 20 milioni di euro aveva caratteristiche essenziale, ovvero non è stata incardinata a un’analisi sull’aree del paese più critiche o sulle scuole che per collocazione urbana possono avere una maggiore esigenza di installare impianti per far scendere le temperature delle aule. Il governo per l’intervento ha preferito erogare un contributo di identico valore per tutte le scuole, senza particolari distinzioni, ma limitandosi a escludere quelle già dotate di climatizzazione, quelle di nuova costruzione e quelle sottoposte a interventi di efficientamento energetico negli ultimi cinque anni.
